“I tagli ai sostegni per le imprese, per aiutarle in un periodo ancora difficilissimo e soprattutto per sostenerle nella competitività internazionale – aggiunge Brambilla -, sono pesanti, con una riduzione del 57% delle risorse per le politiche attive a favore del settore industria e artigianato. A tutto ciò si aggiungono, ugualmente insostenibili e perciò molto negativi, i tagli orizzontali al trasporto pubblico, anche brianzolo, alle politiche sociali e ai sostegni alla scuola pubblica”
“Un bilancio di riduzioni e di zeri, a cui si aggiunge il mancato sostegno a nostri emendamenti ad esempio per aiutare il sistema dei Confidi - Federfidi, che nel 2009 ha permesso a 25 mila microaziende lombarde di ottenere crediti dalle banche per 2 miliardi di euro, sistema che versa ora in stato di sofferenza per colpa della crisi ancora in atto”.
Nel dettaglio è un bilancio magrissimo per le imprese e quindi per i lavoratori quello deciso dal Pirellone per il 2011: “Nel bilancio di Regione Lombardia viene azzerato – dettaglia Brambilla - il cofinanziamento regionale del fondo unico per incentivi alle aziende, che nel 2010 era di 41 milioni di euro; i fondi per il sostegno e la promozione della competitività delle Pmi (erano 660.000 euro nel 2010); i contributi in conto capitale alle imprese artigiane per ridurre l’inquinamento (che equivalevano nel 2010 a 1 milione); gli interventi di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese artigiane (che quest’anno vedevano 1 milione di euro) e infine il fondo di rotazione per il finanziamento delle attività imprenditoriali, che quest’anno ammontavano a 4,5 milioni”.
