LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 102 del 21 febbraio 2015
Oggetto: LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 102 del 21 febbraio 2015
Data invio: 2015-02-21 17:32:59
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Il riccio e la volpe
"George: quanti anni hai, Mary? Mary: diciotto. George: diciotto? Ma se l'anno scorso ne avevi diciassette!" Con questa battuta, tratta dal film di Frank Capra "La vita è meravigliosa" Franco Cassano apre il suo bel libretto "Senza il vento della Storia.  La sinistra nell'era del cambiamento". Il dilemma tra coerenza a se stessi e capacità di adattamento è particolarmente attuale in questi momenti di trasformazione e riforme. Non ci si può chiudere a riccio ma neppure trasformarsi furbescamente in volpi che fiutano il vento per decidere dove andare. È la fatica politica dei riformisti.

La Devoluscion (La settimana in Regione)
Il Consiglio Regionale ha dato il via libera al Referendum consultivo sull'autonomia. Ha votato a favore la maggioranza, compatta, ed il Movimento 5 Stelle (decisivo per raggiungere il quorum qualificato di 54 voti). Favorevole anche un consigliere del Pd, Corrado Tomasi, che si è dissociato dal gruppo. Ad evitare sorprese Maroni ha imposto il voto palese, sostenendo che l'oggetto investe il proprio programma di governo. Di fatto il voto si è quindi trasformato in una sorta di richiesta di fiducia: l'appoggio dei grillini assume pertanto un significato politico che trascende il tema in discussione. È l'avvicinamento dei due populismi, il leghista ed il pentastellato, contro un unico principale obiettivo: il Partito Democratico.

Referendum, il quesito.
"Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell'unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma della Costituzione?" Quindi: prima lo scopo era l'indipendenza della Padania, poi la Macroregione, da lì alla Regione a Statuto Speciale ed ora le maggiori deleghe. In questo gioco dell'oca si è tornati al punto di partenza, quello tracciato dalla Costituzione Repubblicana nel suo titolo V, come riformato dal centrosinistra nel 2001 e disatteso per anni da chi ha preferito giocare alla Secessione.

Referendum perchè no: i tempi
L'intenzione della Lega è di andare al voto referendario nella primavera 2016, in concomitanza con le elezioni amministrative di numerosi comuni, tra i quali Milano, e, probabilmente, con il referendum nazionale sulla riforma costituzionale. Una sovrapposizione da usare a fini di propaganda di parte, contrabbandando un quesito di scarsa efficacia come quello in oggetto come se invece fosse in gioco ben altro. Se interessasse davvero avviare il federalismo previsto dalla Costituzione, basterebbe una delibera di Consiglio su di un progetto puntuale, che individui le materie che si vuole siano devolute, ed avviare una trattativa seria col governo. I tempi si accorcerebbero di molto.

Referendum perchè no: i costi
Allestire oltre 9000 seggi in tutta la Lombardia ha un costo stimato di circa 30 milioni, che l'eventuale sovrapposizione ad altre elezioni ridurrebbe solo in parte. Il ricorso al voto elettronico, anch'esso deliberato in settimana, semplifica un po' la fase di scrutinio ma non elimina la burocrazia restante e richiede un investimento significativo in attrezzature. Oltretutto rischia di far nascere un sistema lombardo non coerente con quello nazionale. Potremmo quindi ritrovarci con una innovazione presto obsoleta: come se ancora fossimo al Commodore 64, mentre il mondo va sul Cloud.

Referendum perchè no: la democrazia
L'obiezione principale alle nostre critiche è che sia sempre giusto dare la parola ai cittadini, e che la democrazia non ha prezzo. A tal proposito si cita sempre la Svizzera, dove i cittadini sono frequentemente chiamati a pronunciarsi sulle questioni più disparate. Una prima differenza sta nella diversa valenza tra un referendum consultivo come quello lombardo, che non produce effetti diretti ed ha quindi più le caratteristiche di un sondaggio ed uno propositivo come quello svizzero ovvero confermativo o abrogativo come nella nostra Costituzione. Inoltre il referendum si può bene integrare con la democrazia rappresentativa se pone un quesito chiaro, intellegibile ai più, e su questioni che non richiedano conoscenze troppo specifiche. Altrimenti è facile strumento di manipolazione e di demagogia.

Appuntamenti
Lunedì 23 febbraio alle 17.30 sono a Palazzo Isimbardi in Milano al convegno "Nuova sanità metropolitana", alle 20.30 all'assemblea provinciale PD di Mantova; mercoledì 25 alle 21 a Barlassina per un dibattito sul lavoro; giovedì 26 alle 21 all'assemblea provinciale PD di Monza e Brianza; venerdì 27 alle 21 ad un incontro del circolo PD a Ceriano Laghetto.

Enrico Brambilla

www.enricobrambilla.it  

 

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