LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 186 del 17 dicembre 2016
Oggetto: LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 186 del 17 dicembre 2016
Data invio: 2016-12-17 15:43:44
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E se domani
Se ci lasciassimo alle spalle le asprezze interne degli ultimi mesi e, più che al nostro ombelico, tornassimo a guardare il mondo che ci circonda forse scopriremmo ancora motivazioni e potenzialità per tenere insieme e rilanciare l'azione del nostro partito. Le due grandi fratture, generazionale e sociale, che hanno caratterizzato il voto referendario, dovrebbero essere l'oggetto principale di ricerca e discussione, la trama di un congresso che non sia luogo di rivincita ma di rinascita. Il quando ed il come andare ad elezioni deve essere subordinato a queste risposte, pena una sconfitta annunciata. Se domani l'Assemblea Nazionale del PD scegliesse questa strada, si aprirebbe una stagione meno rigida, nonostante l'inverno incipiente. Nonostante il mancato scioglimento dell'ampolla di San Gennaro.

La settimana in Regione
Attività ridotta, nella settimana che precede il gran finale prenatalizio: i prossimi saranno infatti i giorni del bilancio. Emendamenti da presentare entro lunedì e votazione finale prevista per mercoledì. Giovedì si dovrebbe chiudere con alcuni progetti di fusione tra Comuni. Al solito è scoppiata la polemica sulla scarsa produttività d'aula. Distinguerei però le cose: non è né il numero delle sedute né, tantomeno, quello delle leggi approvate il metro di misura del lavoro svolto. Ribadisco il concetto che meno leggi si fanno meglio è: a Milano come a Roma. Quella che invece è da denunciare è la paralisi politica della maggioranza di fronte a diversi nodi che rimangono irrisolti ed a scelte che vengono rinviate. Gli esempi più evidenti stanno nella confusione che regna in sanità con una riforma impantanata e nell'urbanistica coi termini di adeguamento del piano territoriale regionale destinati a scadere senza attuazione.

La Direzione Regionale
Giovedì scorso alla direzione regionale del PD il segretario Alfieri ha rilanciato il progetto verso il 2018, data di rinnovo elettorale. Non sarà facile, stante il clima generale, riportare l'attenzione sul versante lombardo. Eppure anche l'attendere che si definisca il quadro nazionale per poi riprendere il percorso locale rischia di metterci ancora una volta nelle condizioni di chiudere programmi e candidati all'ultima ora, magari dovendo pescare tra chi sarà rimasto escluso dai giochi romani. Meglio allora cercare di proseguire, pur con sano realismo, il cammino già avviato e provare a costruire un “modello lombardo”, sintesi dell'attenzione verso i diversi bisogni locali. Due appuntamenti sono quindi già stati fissati: il 14 gennaio per una prima riflessione sui mutamenti sociali nella nostra Regione ed il 22 per iniziare a discutere sulle modalità di individuazione delle candidature.

Province al voto
Sopravvissute al Referendum (pur con qualche ferita) le Province sono ora in cerca di identità. La Delrio, tuttora in vigore, è nata infatti come legge di transizione, in attesa di una riforma costituzionale venuta meno. Mantiene tuttavia i suoi effetti sia per quanto riguarda le funzioni assegnate a questi enti, sia per quanto riguarda i loro organi di governo. Di conseguenza occorre procedere al rinnovo dei consigli nel frattempo scaduti. A Monza ed a Lecco ciò avverrà l'8 gennaio: entro domani, 18 dicembre, dovranno essere depositate le liste. Hanno diritto di voto, attivo e passivo, consiglieri comunali e sindaci. Il rinnovo non riguarda i presidenti, che restano in carica ancora per due anni (salvo vengano meno i requisiti di eleggibilità). Rimane aperto il problema delle risorse finanziarie: la provincia di Monza Brianza ha approvato con fatica nei giorni scorsi il proprio bilancio preventivo per il 2016 (non è un refuso, è proprio così). Lavorare in queste condizioni, per di più gratuitamente, è una missione al limite dell'impossibile per i volonterosi candidati consiglieri.

Expò e Metrò
Nelle stesse ore in cui stava maturando la decisione (improvvida) del sindaco Sala di autosospendersi per l'avviso di garanzia relativo ai lavori di Expo, i due maggiori esponenti di Arexpo erano in audizione in Regione. Il presidente Azzone ed il direttore generale Bonomi hanno aggiornato la V Commissione circa le strategie della società che possiede le aree su cui si è realizzata lo scorso anno l'Esposizione Universale. Nei giorni scorsi è stato varato un aumento di capitale per favorire l'ingresso del MEF (Ministero economia finanza) nella compagine sociale con una quota del 39%. Lo Stato si affianca quindi a Comune di Milano, Regione Lombardia, Fondazione Fiera nell'impegno alla valorizzazione del patrimonio immobiliare lasciato dalla manifestazione. In precedente audizione i dirigenti di M5 avevano intanto assicurato che lo studio di fattibilità per il prolungamento della linea verso Monza è a buon punto, nonostante i ritardi nella formalizzazione dell'incarico. Insomma, pur con tutte le difficoltà il Paese va avanti. E Milano ha bisogno di un Sindaco a tempo pieno. Mica siamo a Roma...

Enrico Brambilla

www.enricobrambilla.it    

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