LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 187 del 24 dicembre 2016
Oggetto: LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 187 del 24 dicembre 2016
Data invio: 2016-12-24 16:02:58
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Pensierino di fine anno
Il cambio di panchina sta facendo bene all'Inter (da milanista dopo la vittoria di ieri mi sento più buono). È bastato uno che portasse un po’ di tranquillità nello spogliatoio ed organizzazione in campo e sono arrivate tre vittorie di fila. Anche il normalizzatore Gentiloni potrebbe sorprenderci. Trovasse il coraggio di mandare in tribuna qualche presunto campione (un Poletti, ad esempio) potrebbe forse pensare di arrivare a mangiare un altro panettone. Intanto ha azzeccato la mossa dell'Interno: Minniti corre più di Alfano e segna gol importanti, come ieri a Sesto. Sistemata la squadra, serve più chiarezza in società. Anche lì è arrivato qualche buon segnale, e la consapevolezza che non si possa dirigere un collettivo né da oltreoceano né da palazzo Chigi. Bisogna essere più presenti e vicini a chi suda in campo ed in periferia. Resta poi da stabilire il modulo: il Mattarellum è troppo sbilanciato. In Lombardia non toccheremmo palla, se non in casa, a Milano. Servono correzioni, ma se ritroviamo unità ce la possiamo fare.

La settimana in Regione
Tre sedute di Consiglio affatto natalizie, per approvare la legge di bilancio, il collegato e due fusioni tra comuni. Clima teso soprattutto per la solita protervia della maggioranza di centrodestra, ed in particolare della Lega. Io stesso alla loro ultima provocazione ho avuto un comportamento un po’ sopra le righe, ma è davvero difficile mantenere la calma quando si è irrisi. Il fallo di reazione è sbagliato ma comprensibile. È stata poi la settimana della condanna a 6 anni in primo grado per Roberto Formigoni. Pesante, ma non del tutto inaspettata, viste le richieste ancor più dure dell'accusa. Maroni non ha espresso alcuna solidarietà: meglio non irritare i giudici, tra qualche settimana potrebbe ritrovarseli di fronte.

Il bilancio di previsione per il 2017
450 milioni spalmati in vent'anni per garantire i potenziali investitori di Pedemontana dai minori introiti dei pedaggi, 46 milioni per l'inutile referendum sulla pseudo-autonomia della Lombardia. Poi tanti tagli: al sociale, al diritto allo studio, allo sviluppo, alla montagna (tema su cui la maggioranza ha vacillato, per le forti critiche interne). Il bilancio 2017, in attesa di avere il quadro definitivo degli stanziamenti nazionali, lo si può condensare così. Non vale la solita litania contro i tagli nazionali: quest'anno alla sanità arrivano più risorse, ed il Patto per la Lombardia assicura importanti investimenti. Le scelte di impiego però non convincono. Tornando su Pedemontana: metterci altri soldi pubblici, sia pure a titolo di garanzia, prima di aver definito la vertenza con Strabag che chiede oltre 3 miliardi di maggiori costi e senza aver rivisto il piano economico-finanziario è un azzardo. Faccio notare che i maggiori fondi stanziati equivalgono a quanto necessario per il prolungamento della MM2 a Vimercate: ancora una volta si tratta di definire le priorità.

Lo stipendio di Di Pietro
Antonio Di Pietro presiede da alcuni mesi il cda di Pedemontana Spa. Lo ha voluto Maroni, per risolvere una situazione molto complessa, con aspetti su cui risulta stia indagando anche la magistratura. Sin qui ha lavorato bene, benché non possa percepire il compenso deliberato (60mila euro lordi anno). Una legge del 2012 infatti prevede la gratuità per gli incarichi in enti pubblici conferiti a soggetti già titolari di pensione. Col solito emendamento dell'ultimo momento la Giunta regionale ha tentato di prevedere una deroga “ad personam”. Si è creato molto imbarazzo anche nella maggioranza, soprattutto in Forza Italia. Il servizio legislativo d'aula, da me interpellato, ha confermato l'impugnabilità di una norma regionale che intervenisse in questo modo su di un provvedimento nazionale. Alla fine l'emendamento è stato ritirato: del resto l'ex PM dovrebbe aver ben presente che la Legge è uguale per tutti.

Chi si fonde e chi no
Dei quattro progetti di fusione tra comuni sottoposti a referendum popolare due sono andati a buon fine e due no. La provincia di Como si è ancora una volta distinta positivamente: via libera all'istituzione del comune di Alta Valle Intelvi, mediante la fusione dei comuni di Ramponio Verna, Lanzo d'Intelvi e Pellio Intelvi. Inoltre sempre nel comasco si attua il primo caso di incorporazione: Cavallasca viene incorporato nel comune di San Fermo della Battaglia. Meno bene nel bergamasco: in tutti e 5 i comuni in procinto di fusione (Cerete, Fino del Monte, Onore, Rovetta e Songavazzo), la proposta è stata bocciata. Per non dire della storica Solferino, i cui abitanti si sono rifiutati di fondersi con la vicina Castiglione delle Stiviere. E pensare che in quei luoghi si combattè (a Solferino) una delle più cruente battaglie della seconda guerra d'Indipendenza, i cui feriti vennero trasportati appunto a Castiglione, dove un giovane svizzero lanciò l'idea di fondare la Croce Rossa. Altri tempi.

Cosa ha fatto il Consiglio Regionale nel 2016
In 33 sedute il Consiglio della Lombardia ha approvato 36 leggi (siamo a 141 dall'inizio della legislatura nel 2013). Rispetto al passato in questa legislatura c'è una maggior incisività del Consiglio nel modificare i provvedimenti che arrivano dalla Giunta: oltre 800 emendamenti approvati, di cui il 22% proposti dalle minoranze. Le sedute di commissione sono state 300, con 240 atti approvati e 975 incontri in audizione.
Le leggi più importanti del 2016: Riordino turismo, Contrasto dissesto idrogeologico, Lotta al commercio abusivo, Riordino Sanità (II parte), Servizi abitativi, Regolamentazione lobbies, Promozione lingua dei segni, Riorganizzazione parchi, Riordino cultura, Sostegno ricerca ed innovazione. Insomma la quantità non manca, ma la qualità...

E quanto costa
La spesa complessiva prevista per il 2017 è di 62 milioni. Nella passata legislatura si era arrivati a sfiorare i 90 milioni: la riduzione è frutto dei provvedimenti del famigerato governo Monti, oltre che di qualche scelta autonoma del Consiglio. Ricordo che in Lombardia l'abrogazione dei vitalizi è avvenuta prima che arrivasse la norma nazionale. Continuano a pesare però i vitalizi del passato: 6,7 milioni all'anno. La spesa complessiva per consiglieri ed assessori è di 12 milioni, 16 milioni sono per il personale e 6,3 per rimborsare alla giunta il facility management di Palazzo Pirelli. Coi suoi 2,48 euro all'anno quello lombardo è il Consiglio coi costi per cittadino più bassi d'Italia.

Ringrazio tutti i lettori ed auguro giorni di serenità. Ci si ritrova nel nuovo anno.

Buone feste

Enrico Brambilla

www.enricobrambilla.it

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