LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 193 dell' 18 febbraio 2017
Oggetto: LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 193 dell' 18 febbraio 2017
Data invio: 2017-02-18 15:20:04
Invio #: 195
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Una telefonata allunga la vita
Chiami prima tu o chiamo prima io? Come tra fidanzatini in crisi, così tra i leader del PD sono trascorsi giorni di incomunicabilità, messi a nudo dall'incauto Delrio. Poi finalmente Matteo Renzi ha messo (temporaneamente) da parte il proprio smisurato ego ed ha chiamato Michele Emiliano. In questo fine settimana sapremo se ciò basterà a tenere insieme il Partito. Io lo spero: dal mio osservatorio regionale, a pochi mesi dal rinnovo, ho il timore che finiremmo per consegnare a Maroni una sicura ed immeritata riconferma. Tuttavia ho l'impressione che il primo cui non interessi tenere insieme tutti sia il Segretario. Nella sua relazione alla scorsa Direzione non ho sentito nessuno dei dieci punti che ho elencato nella precedente newsletter. Non ho la pretesa di indicare io la linea, ma nella mancata risposta a quei temi annidano le ragioni del disamoramento.

La settimana in Regione
Approvati due progetti di legge, su cui riferisco a parte: il primo riguarda i sentieri, l'altro la videosorveglianza nelle RSA. Via libera anche alla fusione per incorporazione dei comuni di Sermide e Felonica, nel mantovano. Il Consiglio ha anche approvato due mozioni delle quali sono stato il proponente. Una mozione sul trasporto pubblico locale, per favorire il definitivo passaggio dei contratti di servizio in capo alle Agenzia di bacino. Solo così potranno essere bandite le nuove gare, razionalizzati i costi e garantite le linee fondamentali. Con l'altra mozione il Consiglio si è pronunciato sul caso della K Flex, l'azienda di Roncello su cui ho riferito più volte. La Giunta si è impegnata ad intervenire per scongiurare la chiusura del sito produttivo. L'azienda non si è presentata in commissione ed ha fatto sapere, tramite Assolombarda, che non intende farlo se non a porte chiuse ed in assenza della controparte dei lavoratori.

La rete escursionistica lombarda
La rete sentieristica regionale è di circa 13.000 km. Per favorire la conoscenza e la descrizione, la classificazione, la manutenzione dei percorsi, è stato istituito, con legge approvata all'unanimità, un catasto regionale. Inizialmente si farà riferimento alle rilevazioni del CAI, per poi ampliare il database. Il punto dolente di un provvedimento positivo è sempre quello dei soldi. Lo stanziamento di 1.200.000 euro per manutenzione e segnaletica è in grado di coprire una minima parte del fabbisogno. La stima è che, infatti, occorrano circa 8.000 euro a km. Inoltre queste risorse sono attinte da spese precedentemente riservate alla montagna, che quindi ora si trova a condividerle con gli atri territori. Altro punto da risolvere infine riguarda i sentieri privati, la cui inclusione nel catasto non è attualmente prevista.

RSA videosorvegliate
In questo caso, invece, abbiamo la situazione opposta. Una legge di scarsa utilità e sovrafinanziata. Prevede bandi per favorire l'installazione volontaria di videocamere nelle 608 Residenze Sanitarie per Anziani della Lombardia e nelle 92 Residenze Sanitarie per Disabili. Prende spunto da casi di maltrattamento rilevati in passato per introdurre sistemi di verifica che probabilmente possono essere diversamente organizzati. I problemi delle nostre RSA sono principalmente altri: rette ormai al di fuori della portata di molte famiglie, costi di gestione gravati da molti adempimenti burocratici ed inutili, scarsa certezza nell'erogazione di contributi pubblici, che spesso impedisce una corretta pianificazione aziendale. Dovendo scegliere, i pochi fondi disponibili li avremmo indirizzati lì. Per questo, alla fine, ci siamo astenuti.

Chi paga l'IVA
Le cooperative sociali forniscono servizi indispensabili per assicurare il welfare nei nostri comuni. Sino alla fine del 2015 erano soggette ad un regime IVA agevolato di esenzione ovvero, su opzione, del 4%. Dal 2016 è invece obbligatoria l'aliquota del 5%. Normalmente gli aumenti dell'imposta sono a carico del cliente, dal momento che l'IVA è un’imposta sul consumo. Non è così per la Regione Lombardia, che ha imposto contratti “al lordo” e che quindi intende scaricare il peso dell'aumento sui fornitori. Considerando i margini risicatissimi coi quali lavorano le cooperative sociali questo punto di differenza ne mette a repentaglio l'equilibrio dei bilanci. Senza contare che questo comportamento sarebbe considerato contra legem se adottato da soggetti privati, e non può certo essere consentito ad una istituzione. Un ordine del giorno presentato dal PD a metà 2016 e votato dall'aula è rimasto inapplicato. In una affollata assemblea pochi giorni fa il tema è stato rilanciato, con qualche apertura anche dalla maggioranza.

Appuntamenti
Venerdì 24 febbraio alle ore 17.00 presso la Sala Gonfalone del Palazzo Pirelli presento il libro “FRAMMENTI DA RICOMPORRE - Futuro artigiano e sfide per una nuova mutualità”.

Buon fine settimana

Enrico Brambilla

www.enricobrambilla.it     

 

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