LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 205 del 13 maggio 2017
Oggetto: LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 205 del 13 maggio 2017
Data invio: 2017-05-13 15:15:35
Invio #: 207
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Restare Umani
Ci possiamo dividere su molte cose, nel frantumato fronte del centrosinistra italiano: se il job act abbia funzionato o meno, se siano meglio i bonus ovvero politiche più strutturali, sul premio alla lista ovvero alla coalizione. Se ne può discutere, magari senza insultarsi reciprocamente: sono differenze politiche rilevanti ma compatibili nello stesso campo. Quel che diventa invece per me intollerabile è il cedimento sui fondamentali: ogni individuo è portatore di uguali diritti e doveri, a prescindere dalla sua condizione sociale, nazionalità, sesso o credo religioso. In coerenza con questi principi si dovrebbero bandire prese di posizione equivoche, unicamente finalizzate a raccattare effimeri consensi. Un’occasione importante sarà la marcia milanese “#20maggiosenzamuri”: necessario esserci, ancor più metterne a punto obiettivi, anzitutto culturali ma anche di ricaduta politica. Abolire la Bossi-Fini, per esempio.

La settimana in Regione
Il voto francese è planato in Padania accentuando le fibrillazioni interne alla Lega. Maroni ha messo sotto accusa il lepenismo salviniano, provando a rilanciare l'originario spirito nordista. Questo gli serve soprattutto per tenere unita la coalizione ed in particolare rinforzare l'alleanza con Berlusconi. La durata della legislatura regionale continua ad essere a rischio: se ne saprà di più dopo la prossima seduta del processo. In settimana è stata fatta la programmazione dei lavori d'aula fino all'estate. Il piatto forte sarà l'aggiornamento della legge sul consumo di suolo, slittato dal 16 al 23 maggio. I lavori si concluderanno, prima della pausa estiva, con l'assestamento di bilancio previsto per l'1 e 2 agosto. Intanto è stato annunciato l'avvio di un tavolo di lavoro per l'adeguamento della legge elettorale regionale.

Come si vota in Lombardia
In Italia ogni livello istituzionale ha un diverso sistema elettorale: maggioritario secco nei comuni sotto i 15.000 abitanti, con doppio turno sopra detto limite, secondo livello nelle province, quel che sarà dopo la bocciatura dell'Italicum alla Camera, altro discorso per il Senato. Le Regioni, poi, hanno potenzialmente 21 sistemi diversi. In Lombardia vige l'elezione diretta del Presidente con premio di maggioranza alle liste a lui collegate. Il premio cambia a seconda che il Presidente abbia ottenuto più o meno del 40% dei voti validi. La legge regionale lombarda dovrà essere modificata, almeno per introdurvi la doppia preferenza di genere. Potrebbe essere l'occasione per fare un'ulteriore riflessione anche in considerazione di quello che si deciderà per il Parlamento. I grillini vorrebbero il ballottaggio, la maggioranza preferisce lo status quo, il PD chiede almeno di rivedere le soglie. L'accordo non sarà semplice.

Emittenza locale in crisi
La crisi delle emittenti locali in Lombardia pare irreversibile. I fatturati delle TV sono in picchiata: ad esempio Telelombardia, la maggiore per ricavi, è passata da oltre 8,1 milioni a 5,8, con ulteriore tendenza al ribasso. Sono attualmente aperte due vertenze: a Telecity dove si stanno definendo 58 esuberi volontari e la riduzione degli stipendi con contratto di solidarietà per i rimanenti, ed a Telenova con licenziamento di 21 lavoratori su 34. La parte preponderante della crisi è dovuta al calo della pubblicità commerciale, cui si aggiunge quella dei contributi pubblici. La Regione li ha azzerati, almeno ufficialmente. Poi acquista spazi per servizi, ma nonostante le nostre ripetute richieste non ci è ancora stato rendicontato quanto e come sia stato speso. Ci sono poi i contributi statali, rispetto ai quali però il recente decreto ha introdotto criteri di riparto ritenuti fortemente penalizzanti per le nostre emittenti. Quel che ne deriva, alla fine, è un'ulteriore peggioramento della qualità dell'informazione.

Cronicità
La vera novità della riorganizzazione sanitaria per molti cittadini lombardi arriverà fra breve. Interessa in particolare i pazienti cronici e/o fragili, per i quali è prevista la “presa in carico” da parte di un gestore. La prima scadenza, che riguarda gli operatori, è quella del 31 luglio, data entro la quale vanno presentate le istanze di iscrizione nell'elenco degli idonei alla presa in carico. In questa prima fase potranno essere qualificati soggetti gestori, oltre ai medici di medicina generale in forma aggregata, gli erogatori sanitari e sociosanitari già accreditati e a contratto. Il rischio di un ulteriore grande passo per la privatizzazione della salute pubblica è evidente. Continuerò a darne conto nei prossimi numeri: intanto per chi volesse approfondire segnalo la delibera di riferimento: n° 6551 del 4/5/2017.

Appuntamenti
Lunedì 15 alle 17.30 Direzione Regionale PD; sabato 20 alle 14.30 a Milano Marcia per l'accoglienza dei migranti.

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Enrico Brambilla  

www.enricobrambilla.it  

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