LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 210 del 17 giugno 2017
Oggetto: LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 210 del 17 giugno 2017
Data invio: 2017-06-17 18:49:12
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Ladri in casa
Il primo turno delle amministrative ci ha riportati indietro di qualche anno. Uno dei tre poli si è un po’ sgonfiato ed i suoi voti sono in parte tornati a casa. Cioè a destra. In particolare alla Lega. Ci sarà tempo per riflettere sulle cause, ora occorre attrezzarsi per il turno di ballottaggio e richiamare tutti al voto per i nostri sindaci. Le vicende politiche di questi giorni, gli scontri parlamentari sulla giustizia e lo ius soli sono serviti a ricordarci che le differenze tra sinistra e destra esistono, eccome. Ieri il ministro Orlando, nella sua visita a Monza, ha raccontato un episodio della legge di riforma del sistema penale, approvata negli scorsi giorni. Tra le diverse misure, ce n'è una che aumenta le pene per i furti nelle abitazioni. Questo consente, tra l'altro, di disporre la custodia cautelare per chi fosse colto in flagrante, evitando critiche per le scarcerazioni facili. La Lega ha votato contro. Per loro i problemi non vanno risolti, ma alimentati. Cessassero le paure, rischierebbero di finire anche i consensi.

La settimana in Regione
Il barometro regionale si è riposizionato sull'anticiclone della stabilità: le elezioni anticipate sembrano essere sfumate, ma non si sa mai. Maroni intanto ha incassato l'ennesimo rinvio del suo processo: stavolta grazie allo sciopero dei penalisti. Se ne riparla a luglio, e già tra i bookmakers londinesi accettano scommesse sulle prossime mosse. Potrà, ad esempio, usare come legittimo impedimento la campagna referendaria del 22 ottobre, il giorno del Grande Imbroglio. Quando ai cittadini lombardi si cercherà di far credere di poter vincere miliardi alla lotteria dell'autonomia. Ne riparleremo a breve. Ultima nota amara: giovedì mattina Maroni ha visitato Casa Milan ed incontrato l'amministratore delegato Fassone. Dopo poche ore si è consumata la rottura con l'ormai innominabile portiere. Coincidenza, sfiga o induzione alla fuga di chi è nato sotto il Po ?

Pedibus e pedofili
Ad Arcore ed a Treviglio le amministrazioni comunali hanno preso l'iniziativa di impiegare qualche richiedente asilo tra i volontari che prestano aiuto per accompagnare i bambini a scuola. Non sia mai: i migranti vogliono solo bighellonare, se si impegnano coi piccoli è perché sono pedofili. In Consiglio regionale è passata una vergognosa mozione della Lega con la quale si invitano i comuni a procurarsi i loro certificati penali, con particolare riferimento ai reati di pedopornografia e pedofilia, prima di impiegarli in queste attività. Fortunatamente è solo carta straccia: un invito privo di alcuna potestà e destinato quindi al cestino delle immondizie. Rimane l'amarezza per la cattiveria con cui ci si accanisce contro alcune persone, dimenticando peraltro che la stragrande maggioranza degli abusi sui minori si consuma tra le mura di casa.

Nidi gratis, coi soldi europei
La misura regionale “Nidi gratis” è confermata anche per l'anno 2017/2018. Nei requisiti richiesti per beneficiarne non cambia nulla per le famiglie: 20mila euro reddito ISEE, coniugi entrambi lavoratori oppure sottoscrizione del patto personalizzato con il centro per l'impiego in caso di disoccupazione, residenza in Lombardia al momento della richiesta. Sul fronte strutture invece viene aperta una "finestra" per quelle che hanno incrementato le rette del tasso di inflazione programmata (1,7%) e si ha tempo sino al 30 settembre 2017 per dotarsi di regolamento con tariffe differenziate in base all'ISEE, quale condizione obbligatoria. Fatto salvo il principio che meglio sarebbe agire rafforzando il fronte dei servizi, si tratta comunque di un'iniziativa di indiscutibile successo. Andrebbe però sempre ricordato che i soldi per realizzarla arrivano dalla tanto criticata Europa. I 32 milioni di euro stanziati attingono infatti dal Programma Operativo Regionale Fondo Sociale Europeo 2014-2020 "Asse Inclusione sociale e lotta alla povertà".

Diario della crisi: la Ceme spa di Carugate (ma buone notizie dalla Star)
Le due fabbriche sorgono a poche centinaia di metri di distanza, su comuni confinanti. A Carugate la Ceme produceva elettrovalvole per piccoli elettrodomestici. Dal 6 giugno è stata avviata una procedura di licenziamento collettivo per tutti i 97 dipendenti causa cessazione attività nel sito milanese. La procedura scade a metà agosto. La proprietà si è detta irremovibile in questa scelta, arrivata come si suol dire “a ciel sereno”: nulla faceva presagire fino a poche settimane fa che si arrivasse a tanto. In Commissione IV abbiamo invitato all'esame delle misure di sostegno all'imprenditoria in grado di poter rivedere il piano di ristrutturazione. Cosa che sembra aver sortito effetti positivi nella vicina Star di Agrate. I proprietari spagnoli infatti hanno fatto marcia indietro sul paventato smantellamento dello stabilimento, annunciando il ritorno di alcune produzioni. Galina Blanca farà buon brodo?

Arrivederci
Ieri mattina ho ricevuto la lettera con cui Onorio Rosati e Massimo D'Avolio comunicano la loro uscita dal gruppo PD e l'adesione al gruppo misto, al cui interno formano la componente politica Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista. Spero che il cammino con loro possa riprendere, in un centrosinistra unito.

Appuntamenti
Domenica 18 a Cavenago, Festa di Saracch. Nel pomeriggio a Monza a sostegno del Sindaco Scanagatti.
In questo fine settimana il PD Regionale è nelle piazze per l'iniziativa "Se fossi Presidente". Io sarò a Varedo domattina alle 11.

Enrico Brambilla

www.enricobrambilla.it

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