LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 216 del 29 luglio 2017
Oggetto: LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 216 del 29 luglio 2017
Data invio: 2017-07-29 14:04:16
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Flat tax
Per chi se lo fosse perso segnalo un bell'articolo di Valerio Onida sul Corriere della Sera di sabato scorso su questo tema. Che potrebbe essere uno dei cavalli di battaglia (oltre a migranti e sicurezza) della destra nella prossima campagna elettorale. La proposta, maturata in ambienti ultra-liberisti, consiste come noto nell'applicare un'unica aliquota, piuttosto bassa, uguale per tutti i redditi. Si ipotizza il 25%. La progressività, di cui all'articolo 53 della Costituzione, verrebbe assicurata attraverso il meccanismo delle deduzioni. Sembrerebbe una questione tecnica, da affidare a commercialisti ed affini, se non nascondesse in verità una rimessa in discussione profonda del nostro modello di welfare. Corollario indispensabile della proposta, infatti, sarebbe il superamento del servizio sanitario quale servizio universale. I ricchi, in poche parole, potrebbero uscire dal sistema pubblico e pagarsi un loro sistema privato. Una doppia sanità, all'americana, con tanti saluti ai principi di uguaglianza.

La settimana in Regione
In attesa della maratona sul bilancio, che si chiuderà lunedì 31, tre argomenti hanno tenuto banco nelle commissioni: liste di attesa in sanità, assistenza ai disabili ed assegnazione alloggi di edilizia popolare. Il primo tema è tornato di attualità a seguito della relazione del Comitato dei controlli. Dati che smentiscono le rassicuranti affermazioni dell'assessorato e certificano il fallimento dell'operazione "ambulatori aperti”. Tra le possibili soluzioni indicate occorre vigilare sulle prestazioni in libera professione all'interno degli ospedali, che finiscono per essere l'unica scorciatoia possibile per chi non può attendere oltre. Per gli studenti disabili invece sono state discusse le linee guida emanate dalla Giunta regionale, che scaricano sui Comuni un lavoro complesso e costoso. Il nostro impegno starà nel vigilare che le risorse coprano il bisogno e vengano erogate tempestivamente. Infine è stato dato il via libera, col voto contrario del PD, al Regolamento per le case popolari.

Milano, l'EMA e Macron.
Lunedì scorso il Presidente del Consiglio Gentiloni è venuto a Palazzo Pirelli per la presentazione ufficiale della candidatura di Milano quale sede di EMA, l'agenzia europea del farmaco in uscita da Londra. Con lui c'erano il Sindaco Sala ed il Presidente di Regione Lombardia Maroni. Un gioco di squadra positivo, il cui esito dipenderà da diversi fattori, ma il cui presupposto è il riconosciuto rinascimento milanese. Il video promozionale che accompagna l'iniziativa illustra infatti una città bella ed accogliente, ben diversa da quella che la destra quotidianamente dipinge. La decisione ora spetta all'Europa, dove Maroni ha però scoperto un potente nemico: il rinato asse franco-tedesco ed il sovranismo di Macron. Il suo slogan "prima i francesi" fa impallidire il "prima i lombardi" dei leghisti nostrani. Al solito, quando si punta sui muscoli occorre mettere in preventivo che altri li abbiano ancora più forti dei tuoi.

Con 24 mila tablet
A poco a poco i conti del referendum-truffa di Maroni vengono a galla. Alla fine si scoprirà che saranno oltre i 50 milioni da noi paventati. Nascosti in mille rivoli di spesa, per non renderli trasparenti. In settimana è emersa la verità sull'acquisto dei tablet per il voto elettronico, il gadget con il quale è stato ottenuto il via libera dai cinquestelle. Quasi mille euro per ciascun attrezzo: cifra spropositata pur tenendo conto che è comprensiva dell'assistenza, della formazione, della riconversione a fine voto. Già, perchè la scusa ora addotta per giustificare almeno parzialmente il conto è che poi questi strumenti verranno regalati alle scuole. Che non se ne faranno però nulla, se non caricarci qualche giochino passatempo: parafrasando Celentano "con 24 mila tablet, felici corrono le ore..”.

Revisore ed assessore
Falsa partenza della nuova giunta di Monza. L'assessore al bilancio, Annamaria Lo Verso, è anche presidente del Collegio dei revisori di Arifl, l'Agenzia regionale di Formazione e Lavoro. La legge lo vieta. Nessuno, nella maggioranza di centrodestra, se ne era accorto. Nè il Sindaco nè la diretta interessata, che pure la legge la dovrebbe conoscere, e nemmeno la neo nominata assessora alla legalità, già presidente del Tribunale di Monza e garante dello jus brianteo. Il bello è che c'è un precedente, in quanto prima di insediarsi in Piazza Trento e Trieste la Lo Verso era già stata assessore a Cologno Monzese, in analoga situazione di incompatibilità. Ho sollevato il caso in Regione, sollecitando il Presidente Cattaneo a verificare se vi siano i presupposti per un danno erariale o altro. La risposta tarda a venire, ma nel frattempo sono arrivate le dimissioni dal collegio di Arifl.

Fare coalizione
La riunione di inizio settimana in vista delle Regionali prossime ha fatto registrare qualche passo avanti nella costruzione della coalizione. La novità più significativa è stata la definizione del 30 settembre come data per una grande convention programmatica. Nel frattempo, ai primi di settembre, si deciderà sulle modalità di individuazione del candidato alla Presidenza. Sembra ormai scontato che le elezioni si terranno nella prossima primavera, in un probabile "election day” che tenga insieme rinnovo del Parlamento e del Consiglio regionale. In questa prospettiva è stato deciso che i congressi locali del PD in Lombardia siano posticipati. Scelta saggia.

Enrico Brambilla

www.enricobrambilla.it   

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