LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 222 del 7 ottobre 2017
Oggetto: LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 222 del 7 ottobre 2017
Data invio: 2017-10-07 17:31:41
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La deriva
Ho scritto che i referendum del lombardo-veneto nulla hanno a che fare con quello della Catalogna. Ho definito il nostro un voto alla Catalano, sinonimo di ovvietà camuffata da rivelazione. Mi sto ricredendo. Naturalmente non mi riferisco agli effetti concreti, prossimi al nulla nel nostro caso, deflagranti in quello spagnolo. Il problema sta nelle argomentazioni, negli appetiti che vengono stuzzicati, nella deriva che ne può conseguire. Da questo punto di vista la propaganda di casa nostra è ancora peggiore di quella iberica. Perché un conto è voler le mani libere, un altro è pretendere le tasche piene. Lottare per un ideale di indipendenza può anche essere nobile, contrapponendo per di più un modello repubblicano ad una antistorica monarchia. Pretendere più soldi per chi è già più ricco mi pare un cicinino egoista.
Mica per niente la sindaca di Barcellona aveva organizzato la marcia per una migliore accoglienza dei profughi, quelli che Maroni invece in Lombardia non vuole proprio vedere.

La settimana in Regione
Il Consiglio ha approvato il bilancio consolidato di Regione Lombardia, comprendente le società interamente partecipate. Il patrimonio netto risulta incrementato nell’esercizio 2016, per un valore totale di 2 miliardi e 181 milioni. I crediti ammontano ad oltre 19 miliardi, circa 4 miliardi sono le disponibilità liquide e 23 miliardi i debiti. Il nostro giudizio è stato negativo, anche perché non vi è evidenza delle potenziali conseguenze di alcune partite ad alto rischio quali Pedemontana. Altra deliberazione significativa ha riguardato l’intesa col Cantone dei Grigioni per il miglioramento di alcuni servizi di reciproco interesse. La prima fase riguarda soprattutto i trasporti ed in particolare l’armonizzazione degli orari ferroviari.

Un flop cronico
Sono stati diffusi in settimana i dati definitivi delle adesioni dei vari soggetti del sistema sanitario alla presa in carico dei malati cronici. Il dato più importante è quello della scarsa adesione dei medici di medicina generale: dei 6.632 attualmente in servizio si sono accreditati in 2.574, poco più di un terzo. Per nascondere questo risultato l’assessorato ha pensato di calcolare la percentuale escludendo dal totale i medici over 65 anni, arrivando così ad una media della metà. La partecipazione è molto bassa soprattutto nell’area metropolitana milanese. Questa nuova gestione della cronicità parte quindi già zoppa, non avendo saputo coinvolgere quelli che ne sarebbero dovuti essere il perno: i medici di famiglia, appunto. Sono loro infatti i soggetti più titolati alla presa in carico dei pazienti ed ancora non si comprende la necessità di creare nuove costose sovrastrutture. Un rischioso passo verso l’ulteriore spersonalizzazione della cura.

La RAI a Milano
La crisi delle emittenti televisive è particolarmente acuta tra quelle private ma tocca anche le reti pubbliche. Se frequentare gli studi delle tv locali offre uno spettacolo desolante, per il progressivo abbandono di spazi fino a qualche anno fa assai popolati e vivaci, le stesse strutture milanesi della TV di Stato non se la passano meglio. Eppure c’è un forte bisogno di informazione pluralista e di qualità, capace di raccontare i cambiamenti e le trasformazioni del nostro territorio. Abbiamo discusso di questo in una iniziativa del gruppo PD, promossa dal collega Pizzul e con Vinicio Peluffo, membro della Commissione parlamentare di vigilanza Rai. È singolare che Maroni non si sia sin qui fatto carico di una situazione che rischia di far sparire la produzione locale di contenuti televisivi a favore di un riaccentramento romano. Forse perchè la Lega ha sempre denigrato la tv di Stato ed incitato ad evadere il canone. Da parte nostra abbiamo presentato un progetto di legge regionale a sostegno dell’emittenza locale e garantito l’impegno a sostenere la sede RAI di Milano.

Cronache del referendum
Non ci potevo credere, ma alla fine le slides pubblicate sul sito della Regione a titolo informativo, hanno confermato la sfrontatezza menzognera dei promotori della consultazione-farsa. Scrivere che “a seguito dell’esito positivo del referendum la Regione si propone di trattenere almeno la metà del residuo fiscale (vale a dire 27miliardi) per finanziare le nuove competenze”, significa proporsi di far saltare la finanza pubblica. Basti pensare che quella cifra è ben superiore alla finanziaria che il governo si accinge a varare (20 miliardi). Come si può votare Sì ad un simile mandato? È come si può avallare l’intenzione di “ottenere un’ancora più ampia competenza da declinare sul proprio territorio in materia di sicurezza, immigrazione ed ordine pubblico...”? Queste cose, ribadisco, stanno scritte non già nella propaganda di una forza politica ma nel sito istituzionale di Regione Lombardia. Potendo ristampare il mio libro non lo intitolerei più il Referendum inutile, semmai il Referendum pericoloso.

Bandi Regionali
Bando Volontariato 2018
Scadenza: 15 dicembre 2017 entro e non oltre le ore 12.00  VEDI BANDO
INTRAPRENDO - Bando dedicato alle start-up (D.d.s. 20.9.2017 - n. 11340)
Scadenza: riaperto a partire dal 4 ottobre 2017, sino ad esaurimento risorse con procedimento valutativo a sportello in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande   VEDI BANDO
Concorso per i circoli co-operativi lombardi (L. R . 36/2015)
Scadenza: dal 12 ottobre 2017 dalle ore 14.30 sino al 10 novembre 2017 alle ore 12.00   VEDI BANDO

Appuntamenti
Domenica 8 alle 11 a Monza alla giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Alle 17 a Mozzate (Co) presento il mio libro a Villa Scalabrino.
Lunedì 9 alle 21 a Monza, sala comunale di San Rocco.
Martedì 10 alle 21 a Sesto San Giovanni.
Mercoledì 11 alle 18 a Cremona, alle 21 a Besana Brianza.
Giovedì 12 alle 18 alla libreria Lirus in Milano, alle 21 a Lissone.
Venerdì 13 alle 17.30 alla Camera del Lavoro di Monza, alle 21 alla Biblioteca di Vimercate.
Sabato 14 alle 10 a Lodi, alle 17 a Sondrio.

Enrico Brambilla

www.enricobrambilla.it  

 

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