LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 48 dell' 11 gennaio 2014
Oggetto: LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 48 dell' 11 gennaio 2014
Data invio: 2014-01-11 17:08:14
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Anno nuovo, vecchie primarie.
Buon anno e ben ritrovati. Un augurio particolare a Pierluigi Bersani: che torni presto all'attività politica. Ne abbiamo ancora bisogno. Riprendo il mio report settimanale. Preferisco non parlare della Legge di stabilità, dell'inaudito pasticcio Imu/Tares/Tasi o della vicenda scuola. La mia impressione è che le burocrazie romane siano il vero nemico da rottamare al più presto. Aspetto di leggere i testi del Jobs Act e delle proposte di legge elettorale per esprimere un giudizio. Non mi resta quindi da commentare altro che l'approssimarsi di nuove primarie. La data è quella del 16 febbraio: di nuovo tutti ai gazebo per eleggere il segretario regionale e l'assemblea.

La settimana in Regione: armi e motocross
Meno vincoli all'export di armi, libertà di motocross nei sentieri di montagna: le due iniziative hanno caratterizzato la ripresa della Lega in consiglio regionale. Sulla prima, purtroppo, abbiamo dovuto registrare, oltre all'appoggio di tutto il centro destra, anche la posizione personale di un consigliere Pd che ha votato contro le indicazioni del gruppo. La mozione leghista, motivata dalla necessità di difendere centinaia di posti di lavoro, era viceversa il solito mal motivato sproloquio contro una norma comunitaria che peraltro non sembra affatto creare grandi problemi ad un settore in costante espansione. Il progetto di legge di modifica alla viabilità agro-silvo- pastorale ha invece iniziato il suo percorso in commissione: basta passeggiate ed aria pura, allo scorrere dei ruscelli si sostituirà il rombare delle moto. C'è quasi da sperare che riaprano anche la caccia...

Fine ingloriosa della Macroregione
La caduta del Piemonte mette fine ai sogni d'indipendenza. Potrebbe essere il titolo di una Gazzetta del Risorgimento: invece è di oggi, dopo la sentenza del TAR che ha annullato le elezioni in quella Regione. Che peraltro non era governata da un discepolo di Cavour ma dall'impresentabile Cota, quello che si è fatto rimborsare dai contribuenti le mutande verdi. Col quale Maroni pensava di poter stringere l'alleanza del Nord per staccarsi da Roma. Il rischio però è che ora ne vada di mezzo l'idea stessa di regionalismo, e che ad essere travolta non sia solo la farsa della Lega. Al Pd spetta  l'impegno di riavviare un serio disegno federalista.

Il metrò verso Vimercate riparte
Il consiglio regionale ha votato all'unanimità una mozione, di cui sono stato primo firmatario, che invita la giunta a riattivare il tavolo di lavoro tra tutte le istituzioni interessate al fine di far avanzare il progetto definitivo per il prolungamento della linea 2 da Cologno a Vimercate. Prima del voto, in verità, da parte di esponenti di Forza Italia c'è stato il tentativo di smorzare la mozione in un generico impegno riguardante il complesso delle linee metropolitane. Ciò avrebbe comportato ripartire daccapo nel definire priorità e strategie. L'asse trasversale tra i consiglieri brianzoli  stavolta ha ben funzionato nel ribadire che, fermi restando altri progetti futuri, ora la Regione deve dare urgenza e priorità alla nostra tratta.

Fusioni a 5 stelle
Il Movimento 5 Stelle ha nel proprio programma la fusione dei comuni al di sotto dei 5 mila abitanti. In Regione Lombardia però si comporta diversamente, e mercoledì scorso ha votato, assieme al centro destra, contro alcuni progetti di fusione. Si tratta dei casi in cui nel recente referendum abbia prevalso il si alla fusione in termini assoluti ma non raggiungendo la maggioranza in tutti i comuni interessati. È bastato il prevalere dei no nei più piccoli dei comuni coinvolti, pur in presenza di una maggioranza complessiva di si, a far saltare due fusioni, una in provincia di Como, l'altra in quella di Mantova. I referendum avevano valore consultivo e spettava alla Regione valutare l'esito del voto.

Eusebio d'oro
Nei giorni scorsi è venuto a mancare il grande calciatore portoghese Eusebio, che fu pallone d'oro nel 1965. Digitando in Internet le parole Eusebio ed oro si viene a scoprire però una storia di attualità politica che riguarda ancora una volta lui, il nostro vicegovernatore Mario Mantovani, l'uomo dalle tante poltrone. Egli ancora resiste su quella da sindaco di Arconate, nonostante la conclamata incompatibilità. In quel comune, in nome del patrono, l'onorificenza cittadina si chiama Eusebio d'oro. La medaglia, del costo di circa 600 euro, è stata acquistata anche quest'anno dal comune con prelievo dal fondo di riserva per essere assegnata ad un cittadino benemerito. A chi se non a lui stesso, che essendo stato Parlamentare europeo, senatore, sindaco, vicegovernatore, assessore alla sanità, ha portato gran lustro al suo paese? Tocco finale, durante la cerimonia Mantovani si sarebbe detto sorpreso del premio inaspettato, che lui stesso, come sindaco, aveva disposto!

Appuntamenti
Giovedì 16 alle ore 21 in via Arosio a Monza riunione del forum provinciale Pd economia lavoro innovazione; venerdì 17 alle ore 17.30 Direzione Regionale Pd lombardo.

Enrico Brambilla

www.enricobrambilla.it

 

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