LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 54 del 22 febbraio 2014
Oggetto: LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 54 del 22 febbraio 2014
Data invio: 2014-02-22 18:51:28
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Il nuovo governo
Non ne ho condiviso le motivazioni, attendo di conoscerne le linee programmatiche, tuttavia, poichè non approvo la logica del "tanto peggio tanto meglio", spero che il nuovo governo ottenga buoni risultati. Ne abbiamo tutti bisogno. Al tempo stesso mi pongo però una domanda. Se sulle grandi riforme in cantiere, dal lavoro alla giustizia, dal fisco alla pubblica amministrazione, sinistra e destra sono d'accordo, che senso ha più sostenere il bipolarismo? Se sui fondamentali non c'è differenza, l'alternanza si riduce alla sostituzione di persone destinate a fare le medesime cose. Così però la politica perde senso e si riduce a lotta di potere. Non mi piace.

La settimana in Regione
Il Consiglio Regionale ha approvato in settimana due leggi. Nessuna destinata a cambiare il futuro dei nostri concittadini. La prima riguarda iniziative per la commemorazione della prima guerra mondiale. Nel corso del dibattito il capogruppo della lista Maroni è riuscito a celebrare la padanità dei caduti del 15-18!!! L'altra legge riguarda la cooperazione agricola. Due leggi di tanti buoni principi ma pochi euro. Il contrario di quel che occorrerebbe.
In una pausa dei lavori è stato inaugurato “Lombardiablo”, il Milan Club di Regione Lombardia, al quale sono aperte le iscrizioni. (Vedi foto)

Diario della crisi: quattro casi esemplari

1) Husqvarna. L'azienda di Biandronno (Va) ora denominata Moto Italia Srl, produceva fino a 10.000 moto all'anno occupando circa 240 persone. È stata acquistata nel 2013 dagli austriaci di KTM che l'hanno rilevata dai tedeschi di BMW al prezzo di 1 euro. Ora, terminato l'assemblaggio delle ultime 3500 moto, proseguirà solo con la commercializzazione. Marchio e produzione se ne sono andati all'estero, in Italia rimane la rete commerciale e 200 persone in cassa integrazione

2) Galbani. Lo storico marchio alimentare italiano è ora nelle mani dei francesi di Lactalis, proprietari anche di Parmalat. La crisi colpisce pure i formaggini: l'azienda lamenta un calo di fatturato del 7% a fronte di un aumento del 37% del costo della materia prima in quattro anni. A farne le spese è lo stabilimento ex Invernizzi di Caravaggio (Bg) destinato alla chiusura. L'amministratore delegato, intervenuto in audizione in Regione, è stato irremovibile sul punto. Per i 200 dipendenti l'azienda prevede possibilità di reimpiego in altri siti produttivi.
Tutto bene, quindi? No, perchè a farne le spese sarebbero una trentina di precari, lasciati a casa, senza contare che per gli operai a 1200 euro al mese sobbarcarsi la trasferta quotidiana fino a Pavia equivale ad un pesante taglio salariale.

3) Franco Tosi Meccanica. Azienda di Legnano fondata nel 1881, ora in Amministrazione straordinaria, con circa 400 dipendenti. Sembrava prossima la possibilità di procedere all'affitto dell'azienda ad una cordata italo-indiana, considerate alcune commesse in portafoglio. Il Commissario straordinario ha invece inopinatamente avviato una vendita frazionata, in assenza di piano industriale come previsto dalla legge. Ciò ha portato il sindacato ad avanzare un esposto a Ministero e Tribunale. La crisi di governo ha fatto rinviare gli incontri previsti, ora si rischia di arrivare tardi, con danni irreversibili.

4) Electrolux (ex Zanussi). È il caso che ha creato scalpore a livello nazionale, per la richiesta della multinazionale produttrice di elettrodomestici di consistenti tagli salariali in cambio del mantenimento della produzione in Italia. Dall'analisi dei bilanci appare però che lo scorso giugno le società estere proprietarie dell'azienda hanno deliberato la distribuzione di dividendi per complessivi 91 milioni, prelevati in parte dalle riserve. Nello stabilimento di Solaro (Mi) lavorano 960 persone. Per evitare esuberi il sindacato propone il ricorso ai contratti di solidarietà.

Considerazioni finali: quattro casi diversi, approdati questa settimana in commissione attività produttive, che raccontano la progressiva deindustrializzazione della nostra regione. Dalla meccanica, all'alimentare, all'elettrodomestico: in balìa di gruppi stranieri che si sono presi il nostro know how lasciandoci il conto da pagare in ammortizzatori sociali. E da noi si discute di legge elettorale... Per fortuna ci hanno pensato migliaia di artigiani, che questa settimana hanno manifestato a Roma, a ricordare al Paese quali siano le priorità.

Appuntamenti
Lunedì 24 alle 21 Direzione provinciale PD in via Arosio a Monza. Martedì 25 ore 21 a Settimo Milanese lezione sull'Europa con Massimo D'Alema. Sabato 1 marzo alle 9.30 a Roncello incontro con cittadini. Alle 10.30 assemblea iscritti PD a Vimercate.

Enrico Brambilla

www.enricobrambilla.it

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