10 buoni motivi per non votare il 22 ottobre

1 - È un referendum senza alcuna motivazione o conseguenza giuridica, anche perchè è stato tenuto nel cassetto per due anni e mezzo e viene proposto a pochi mesi dalla fine delle legislature regionale  e nazionale: è una consultazione solo politica.


2 - Oggetto del quesito è l’assenso ad avviare una trattativa, senza però precisarne contenuti ed obiettivi: una delega in bianco a Maroni. Peraltro, alcune delle materie potenzialmente trattabili è preferibile rimangano di competenza statale (es. energia, grandi infrastrutture ).


3 - Il testo propone di applicare la Costituzione, ma i fini esplicitati sul sito di Regione Lombardia sono tali da stravolgerla: metter mano su 27 miliardi di “residuo fiscale” e  su competenze non trattabili, come ordine pubblico, sicurezza ed immigrazione.


4 - Come dice Maroni non è il Referendum solo della Lega, ma anche di cinquestelle, Forza Italia & co. Non del PD, che in Consiglio Regionale ha votato contro.


5 - Nel quesito si fa riferimento ad una presunta specialità della Lombardia, cosa tutta da interpretare. A meno che la si intenda esclusivamente in termini di ricchezza, alimentando così un insano egoismo territoriale.


6 - L’ossessione di Maroni è la scarsa partecipazione: anche chi vota NO pertanto lo aiuta, accreditandone l’operazione. L’unica vera opposizione è il non votare.

7 - L’Emilia Romagna dimostra che si poteva e doveva fare diversamente, con meno costi e tempi più rapidi


8 - Non si usa la tessera elettorale: è la riprova che si tratta di poco più che un costoso sondaggio di opinione, nulla a che vedere con la ‘sacralità’ del voto.


9 - Il non voto è anche l’unico modo per prendere le distanze dallo spreco di soldi pubblici, oltre 55 milioni meglio impiegabili.

10 - Il voto elettronico non garantisce privacy e sicurezza

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