La maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale della Lombardia salva l’assessore all’Ambiente Claudia Terzi dalla mozione di censura presentata da Pd e Patto civico. Il voto, stamattina, in Aula, ha visto contrapposte due diverse visioni della politica e dell’istituzione. La mozione censurava l’assessore per aver minacciato il taglio dei contributi al Parco Nord per aver partecipato alla manifestazione ‘Insieme senza muri’ del 20 maggio scorso. Ma anche per “le interferenze improprie messe in atto in relazione alle vicende rispetto alle scelte urbanistiche del comune di Curno” dove la Terzi sta intervenendo pesantemente contro la Giunta a proposito di un centro di culto che andrebbe inserito nel Piano di governo del territorio.

Il Gruppo regionale del Pd, che ha presentato la mozione, ha chiesto di rispettare il principio dell’assoluta neutralità dell’amministrazione regionale nello svolgimento delle proprie funzioni, “ma l’assessore si è arrampicata sugli specchi rispondendo che non era la partecipazione in sé, ma il fatto di averla pubblicizzata sul sito del parco – racconta Enrico Brambilla, capogruppo del Pd e primo firmatario della mozione –. E per quanto riguarda Curno, ha tirato in ballo la sua collega all’urbanistica che non c’entrava assolutamente nulla: la Terzi si intromette come assessore nelle vicende locali di un comune, andando sul territorio a fare propaganda”.

Nel suo intervento è poi apparso chiaro a Brambilla e al Pd che “l’assessore all’Ambiente, che richiama a comportamenti imparziali il parco, poi è parzialissima nel momento in cui sanziona a sua volta un comportamento, giudicato politicamente, e non già un eventuale impiego improprio di risorse, le quali, è palese, vanno essere distribuite con criteri completamente diversi”.

E rispondendo agli attacchi da parte della maggioranza durante il dibattito, Brambilla ha sottolineato anche che “difendere il tema della cultura dell’integrazione non è certo attrattivo, ma non è nemmeno una chiamata alle armi, come l’ha definita qualcuno, bensì alla pace. La differenza tra noi e voi è proprio questa: noi non usiamo armi, ma cerchiamo di mettere in campo azioni che promuovano integrazione, sfidando anche l’impopolarità. Perché qualche volta serve tenere la schiena dritta e assumere posizioni a prescindere dal tornaconto elettorale. Vi sono questioni e valori che prescindono”.

E concludendo con una frase di don Milani che vedeva il mondo diviso non tra italiani e stranieri, ma tra diseredati e oppressi, Brambilla ha ribadito la mozione di censura, “a maggior ragione dopo aver ascoltato le motivazioni di assessore e centrodestra: nel caso specifico, l’atteggiamento di questa Giunta è stato lesivo dell’oggettiva imparzialità che la Regione Lombardia deve mantenere nella distribuzione delle proprie risorse”.

Milano, 27 giugno 2017