"Abbiamo approvato a larga maggioranza una risoluzione che ha guadagnato elementi positivi e che ha perso quelli di propaganda, a riprova che per avviare la trattativa non serviva organizzare il referendum ma bastava un voto in Consiglio. Rispetto alla bozza iniziale abbiamo introdotto la valorizzazione del ruolo di Città metropolitana, Province e Comuni, abbiamo smorzato la competenza esclusiva regionale sulle politiche del lavoro e tolto l'albo regionale degli insegnanti e la spinta ideologica sulla parità scolastica. Anche la pretesa di chiedere autonomia su tutte e ventitré le materie è stata moderata da una definizione di priorità, e ciò ne fa una base più seria per la trattativa che verrà e che sarà lunga e articolata. Certo, se fossimo partiti quattro anni fa ora saremmo alla fine del percorso "

“Per noi più autonomia significa più responsabilità – ha spiegato Petitti - chiediamo di più per poter poi restituire in termini di crescita del territorio”.
L'assessore spiega anche il percorso di costruzione della piattaforma portata a trattativa con il Governo: “Noi abbiamo scelto di non fare un referendum, che ci sarebbe costato venti milioni di euro, ma abbiamo comunque impostato un percorso dal basso, coinvolgendo le realtà che hanno stretto con noi nel 2015 il “Patto per il lavoro”. Si tratta di forze sociali ed economiche, realtà formative e gli enti locali. L'ultimo passaggio, pochi giorni fa, è stato il voto di una risoluzione dal parte dell'assemblea regionale, che ovviamente ha apportato alcune modifiche alla proposta avanzata dalla Giunta.”
“La nostra non è una battaglia teorica sul residuo fiscale ma è un modo concreto di combattere la spesa pubblica del nostro Paese, con il passaggio di alcune competenze agli enti locali saremo più competitivi.”
Secondo Enrico Brambilla “la via scelta dall'Emilia Romagna è quella corretta, la più breve e la più efficace, perchè il contenuto stesso della proposta avanzata al Governo è stato condiviso con le forze sociali ed economiche. Ai lombardi, invece, è stato prospettato un plebiscito, un'investitura a Maroni, che pure non ne aveva bisogno, per iniziare una trattativa senza un'indicazione precisa. Peraltro il percorso attuato dall'Emilia-Romagna andrà attuato anche in Lombardia, a meno che non si voglia usare l'esito del referendum, come temo, non per ottenere quanto previsto dalla Costituzione ma per sollevare un conflitto con il Governo al solo fine elettorale. Che poi è il modo di operare della Lega.”
Milano, 20 ottobre 2017

Lo dichiara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Enrico Brambilla per spiegare il voto positivo alla risoluzione sulla richiesta di apertura della trattativa con il Goverano per l'attivazione dell'articolo 116 della Costituzione, approvata questa sera in commissione affari istituzionali del Pirellone.

Milano, 2 novembre 2017