“Noi siamo convintamente regionalisti e il nostro voto a favore serve ad attuare una parte della Costituzione voluta nel 2001 dal centrosinistra. Deve essere però chiaro che lo scopo di questo percorso è la necessità di riformare profondamente la spesa pubblica nel suo complesso e di far ripartire il processo riformatore dello Stato che è fallito con il referendum costituzionale dello scorso dicembre, questa volta partendo dal basso. Sarà un percorso lungo e articolato, che purtroppo parte solo ora, a legislatura regionale e nazionale agli sgoccioli, per la scelta di Maroni di andare a tutti i costi a referendum.”

“Per noi più autonomia significa più responsabilità – ha spiegato Petitti - chiediamo di più per poter poi restituire in termini di crescita del territorio”.
L'assessore spiega anche il percorso di costruzione della piattaforma portata a trattativa con il Governo: “Noi abbiamo scelto di non fare un referendum, che ci sarebbe costato venti milioni di euro, ma abbiamo comunque impostato un percorso dal basso, coinvolgendo le realtà che hanno stretto con noi nel 2015 il “Patto per il lavoro”. Si tratta di forze sociali ed economiche, realtà formative e gli enti locali. L'ultimo passaggio, pochi giorni fa, è stato il voto di una risoluzione dal parte dell'assemblea regionale, che ovviamente ha apportato alcune modifiche alla proposta avanzata dalla Giunta.”
“La nostra non è una battaglia teorica sul residuo fiscale ma è un modo concreto di combattere la spesa pubblica del nostro Paese, con il passaggio di alcune competenze agli enti locali saremo più competitivi.”
Secondo Enrico Brambilla “la via scelta dall'Emilia Romagna è quella corretta, la più breve e la più efficace, perchè il contenuto stesso della proposta avanzata al Governo è stato condiviso con le forze sociali ed economiche. Ai lombardi, invece, è stato prospettato un plebiscito, un'investitura a Maroni, che pure non ne aveva bisogno, per iniziare una trattativa senza un'indicazione precisa. Peraltro il percorso attuato dall'Emilia-Romagna andrà attuato anche in Lombardia, a meno che non si voglia usare l'esito del referendum, come temo, non per ottenere quanto previsto dalla Costituzione ma per sollevare un conflitto con il Governo al solo fine elettorale. Che poi è il modo di operare della Lega.”
Milano, 20 ottobre 2017

Lo dichiara il capogruppo del Pd in Regione Enrico Brambilla per spiegare il voto positivo del gruppo democratico alla risoluzione per l’autonomia approvata questa sera in Consiglio regionale a larghissima maggioranza.
 
Milano, 7 novembre 2017