“L'incontro di oggi in IV commissione non ha aggiunto alcun nuovo elemento a quanto emerso lo scorso settembre. Non sono state affatto dissipate le perplessità circa l'operazione di accorpamento e razionalizzazione di Eupolis e Arifl – ha detto il capogruppo Pd Enrico Brambilla - Oltre ad aver omesso di indicare se, quante e quali funzioni svolte fino ad oggi da Eupolis ed Arifl passeranno all'Assessorato, la preoccupazione maggiore riguarda la futura gestione dei Centri per l'impiego ed Afol. Il combinato disposto tra il Jobs Act e la prossima legge di bilancio comporterà il trasferimento in capo alle Regioni dei CPI (centri per l'impiego), sia per quanto riguarda il personale che la relativa copertura finanziaria. Alla luce di ciò ed alla richiesta di maggiore autonomia in tema di politiche attive del lavoro contenuta nella risoluzione approvata lo scorso martedì, è necessario definire un modello di gestione di queste nuove funzioni.

“Per noi più autonomia significa più responsabilità – ha spiegato Petitti - chiediamo di più per poter poi restituire in termini di crescita del territorio”.
L'assessore spiega anche il percorso di costruzione della piattaforma portata a trattativa con il Governo: “Noi abbiamo scelto di non fare un referendum, che ci sarebbe costato venti milioni di euro, ma abbiamo comunque impostato un percorso dal basso, coinvolgendo le realtà che hanno stretto con noi nel 2015 il “Patto per il lavoro”. Si tratta di forze sociali ed economiche, realtà formative e gli enti locali. L'ultimo passaggio, pochi giorni fa, è stato il voto di una risoluzione dal parte dell'assemblea regionale, che ovviamente ha apportato alcune modifiche alla proposta avanzata dalla Giunta.”
“La nostra non è una battaglia teorica sul residuo fiscale ma è un modo concreto di combattere la spesa pubblica del nostro Paese, con il passaggio di alcune competenze agli enti locali saremo più competitivi.”
Secondo Enrico Brambilla “la via scelta dall'Emilia Romagna è quella corretta, la più breve e la più efficace, perchè il contenuto stesso della proposta avanzata al Governo è stato condiviso con le forze sociali ed economiche. Ai lombardi, invece, è stato prospettato un plebiscito, un'investitura a Maroni, che pure non ne aveva bisogno, per iniziare una trattativa senza un'indicazione precisa. Peraltro il percorso attuato dall'Emilia-Romagna andrà attuato anche in Lombardia, a meno che non si voglia usare l'esito del referendum, come temo, non per ottenere quanto previsto dalla Costituzione ma per sollevare un conflitto con il Governo al solo fine elettorale. Che poi è il modo di operare della Lega.”
Milano, 20 ottobre 2017

Sarebbe auspicabile sciogliere questi nodi prima di procedere all'accorpamento, onde evitare il rischio di trovarci tra qualche mese a dovere mettere già in discussione l'operazione. Alla Lombardia serve un'agenzia specificamente dedicata al lavoro”.
 
Milano, 9 novembre 2017