Il Pd si è immediatamente attivato per richiedere un'audizione urgente in commissione consiliare, non appena appreso della volontà di chiusura dello stabilimento di Carate Brianza, con cui la storica casa che veste anche i divi di Hollywood annunciava che avrebbe licenziato decine di lavoratori, in gran parte donne.
La Canali spa, fondata in Brianza e oggi alla terza generazione, con all'attivo migliaia di punti vendita nel mondo, per ragioni di razionalizzazione e senza alcuna evidenza di difficoltà finanziaria, né problemi di liquidità ha ribadito oggi alla presenza dei commissari di voler procedere verso i licenziamenti.

“Per noi più autonomia significa più responsabilità – ha spiegato Petitti - chiediamo di più per poter poi restituire in termini di crescita del territorio”.
L'assessore spiega anche il percorso di costruzione della piattaforma portata a trattativa con il Governo: “Noi abbiamo scelto di non fare un referendum, che ci sarebbe costato venti milioni di euro, ma abbiamo comunque impostato un percorso dal basso, coinvolgendo le realtà che hanno stretto con noi nel 2015 il “Patto per il lavoro”. Si tratta di forze sociali ed economiche, realtà formative e gli enti locali. L'ultimo passaggio, pochi giorni fa, è stato il voto di una risoluzione dal parte dell'assemblea regionale, che ovviamente ha apportato alcune modifiche alla proposta avanzata dalla Giunta.”
“La nostra non è una battaglia teorica sul residuo fiscale ma è un modo concreto di combattere la spesa pubblica del nostro Paese, con il passaggio di alcune competenze agli enti locali saremo più competitivi.”
Secondo Enrico Brambilla “la via scelta dall'Emilia Romagna è quella corretta, la più breve e la più efficace, perchè il contenuto stesso della proposta avanzata al Governo è stato condiviso con le forze sociali ed economiche. Ai lombardi, invece, è stato prospettato un plebiscito, un'investitura a Maroni, che pure non ne aveva bisogno, per iniziare una trattativa senza un'indicazione precisa. Peraltro il percorso attuato dall'Emilia-Romagna andrà attuato anche in Lombardia, a meno che non si voglia usare l'esito del referendum, come temo, non per ottenere quanto previsto dalla Costituzione ma per sollevare un conflitto con il Governo al solo fine elettorale. Che poi è il modo di operare della Lega.”
Milano, 20 ottobre 2017

“L'azienda ritiri la procedura. Oggi è apparsa evidente l'unilateralità della scelta aziendale, isolata rispetto alle offerte di sostegno arrivate dai rappresentanti degli enti locali e da ARIFL - ha detto il capogruppo Pd Enrico Brambilla - . In funzione del calo della produzione, definito dall'azienda ormai per così dire strutturale, c'era già stata una riduzione del personale negli ultimi mesi, pertanto oggi persino la chiusura del sito non sembrerebbe dover implicare nuovi licenziamenti ma solo ricollocazioni. Il destino dei lavoratori di Carate, come ho chiesto in audizione, non deve essere necessariamente legato al sito. L'azienda faccia un passo indietro e conceda tempo come hanno chiesto i rappresentanti territoriali e sindacali. C'è di mezzo la fiducia verso un marchio storico e la responsabilità sociale dell'impresa verso il suo territorio di nascita”.


Milano, 9 novembre 2017