Due appuntamenti per fare il punto sulla situazione attuale del territorio brianzolo della provincia di Monza e di quella di Lecco, in vista delle importanti consultazioni elettorali regionali e nazionali. È questo, sinteticamente, lo spirito che anima le due giornate di lavoro, organizzate dal Gruppo regionale del Pd, e intitolate ‘Brianze: progetti futuri per le terre e la gente al di qua e al di là del Lambro’.
 
“Terre di grande laboriosità, che si propongono con mille sfaccettature – commentano Laura Barzaghi, Enrico Brambilla e Raffaele Straniero, consiglieri regionali del Pd delle province di Monza Brianza e di Lecco e promotori dell’incontro –. Tant’è che si parla spesso di Brianze. Eppure l’impronta e il futuro di quest’area si giocheranno insieme e devono essere ben pensati e convenientemente programmati. Con questa iniziativa, vorremmo infatti individuare proposte progettuali più utili a costituire l’ossatura dei prossimi programmi elettorali, oltre a produrre percezioni positive di sviluppo territoriale”, precisano i tre consiglieri Pd.

“Per noi più autonomia significa più responsabilità – ha spiegato Petitti - chiediamo di più per poter poi restituire in termini di crescita del territorio”.
L'assessore spiega anche il percorso di costruzione della piattaforma portata a trattativa con il Governo: “Noi abbiamo scelto di non fare un referendum, che ci sarebbe costato venti milioni di euro, ma abbiamo comunque impostato un percorso dal basso, coinvolgendo le realtà che hanno stretto con noi nel 2015 il “Patto per il lavoro”. Si tratta di forze sociali ed economiche, realtà formative e gli enti locali. L'ultimo passaggio, pochi giorni fa, è stato il voto di una risoluzione dal parte dell'assemblea regionale, che ovviamente ha apportato alcune modifiche alla proposta avanzata dalla Giunta.”
“La nostra non è una battaglia teorica sul residuo fiscale ma è un modo concreto di combattere la spesa pubblica del nostro Paese, con il passaggio di alcune competenze agli enti locali saremo più competitivi.”
Secondo Enrico Brambilla “la via scelta dall'Emilia Romagna è quella corretta, la più breve e la più efficace, perchè il contenuto stesso della proposta avanzata al Governo è stato condiviso con le forze sociali ed economiche. Ai lombardi, invece, è stato prospettato un plebiscito, un'investitura a Maroni, che pure non ne aveva bisogno, per iniziare una trattativa senza un'indicazione precisa. Peraltro il percorso attuato dall'Emilia-Romagna andrà attuato anche in Lombardia, a meno che non si voglia usare l'esito del referendum, come temo, non per ottenere quanto previsto dalla Costituzione ma per sollevare un conflitto con il Governo al solo fine elettorale. Che poi è il modo di operare della Lega.”
Milano, 20 ottobre 2017

Ecco, dunque, l’idea e il programma di una prima giornata di lavoro che si terrà domani, sabato 11 settembre, dalle 9.30 alle 13, in varie location, dove si svolgeranno i tavoli tematici che intendono analizzare l’attuale situazione brianzola sulle varie questioni: a Nova Milanese si parlerà di lavoro, impresa, sviluppo economico; a Montevecchia di agricoltura e turismo; a Merone di ambiente; a Monticello Brianza di uso del suolo e piani urbanistici; a Usmate Velate di storia e cultura. Ogni tavolo avrà un coordinatore politico e degli invitati che rappresenteranno le rispettive categorie del territorio.
 
Dopo un periodo di rielaborazione di quanto emergerà, vi sarà la restituzione attraverso un convegno che si terrà sabato 25 novembre, dalle 9.30 alle 13, a Villa Greppi, a Monticello Brianza, in cui l’introduzione è affidata a Pietro Virtuani e Fausto Crimella, segretari provinciali del Pd di Monza Brianza e di Lecco, e le conclusioni ad Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd, e Giorgio Gori, candidato del Partito democratico alle elezioni regionali del 2018.
 
Milano, 10 novembre 2017