“L’ultimo bilancio della legislatura regionale certifica che le promesse di Maroni di cinque anni fa non sono state onorate. Parliamo del trattenimento del 75% delle tasse in Lombardia, l’azzeramento del bollo auto, dell’Irap e dei ticket sanitari. E non regge il solito e vecchio ritornello sui tagli di Roma, perché sono arrivati dal Governo 80 milioni in più per le infrastrutture grazie al Patto per la Lombardia, venti milioni in più per i trasporti, più risorse per il fondo sociale e anche per la sanità. Anche per le Province sono arrivati da Roma, complessivamente, 1,6 miliardi in più. Sono fatti che lo stesso assessore al bilancio ha riconosciuto in Conferenza Stato Regioni. Bene, con questi presupposti forse si poteva fare di più, certamente si poteva fare meglio, come faremo noi nel prossimo bilancio.”.

“Per noi più autonomia significa più responsabilità – ha spiegato Petitti - chiediamo di più per poter poi restituire in termini di crescita del territorio”.
L'assessore spiega anche il percorso di costruzione della piattaforma portata a trattativa con il Governo: “Noi abbiamo scelto di non fare un referendum, che ci sarebbe costato venti milioni di euro, ma abbiamo comunque impostato un percorso dal basso, coinvolgendo le realtà che hanno stretto con noi nel 2015 il “Patto per il lavoro”. Si tratta di forze sociali ed economiche, realtà formative e gli enti locali. L'ultimo passaggio, pochi giorni fa, è stato il voto di una risoluzione dal parte dell'assemblea regionale, che ovviamente ha apportato alcune modifiche alla proposta avanzata dalla Giunta.”
“La nostra non è una battaglia teorica sul residuo fiscale ma è un modo concreto di combattere la spesa pubblica del nostro Paese, con il passaggio di alcune competenze agli enti locali saremo più competitivi.”
Secondo Enrico Brambilla “la via scelta dall'Emilia Romagna è quella corretta, la più breve e la più efficace, perchè il contenuto stesso della proposta avanzata al Governo è stato condiviso con le forze sociali ed economiche. Ai lombardi, invece, è stato prospettato un plebiscito, un'investitura a Maroni, che pure non ne aveva bisogno, per iniziare una trattativa senza un'indicazione precisa. Peraltro il percorso attuato dall'Emilia-Romagna andrà attuato anche in Lombardia, a meno che non si voglia usare l'esito del referendum, come temo, non per ottenere quanto previsto dalla Costituzione ma per sollevare un conflitto con il Governo al solo fine elettorale. Che poi è il modo di operare della Lega.”
Milano, 20 ottobre 2017

Lo dichiara il capogruppo del Pd in Regione Enrico Brambilla a commento dell’approvazione, questa sera in Consiglio regionale, del bilancio regionale 2018 – 2020.
 
Milano, 20 dicembre 2017