“Cos’erano 300mila euro, su un bilancio da 24 miliardi, per il rifacimento delle docce e degli spogliatori del campo da rugby di via Rosmini, a Monza, visto poi che le ragazze che ci giocano sono già state Campionesse d’Italia per due anni consecutivi?”, se lo chiedono Laura Barzaghi e Enrico Brambilla, consigliere e capogruppo regionali del Pd, nel giorno in cui, in Consiglio regionale, si sta discutendo il bilancio e gli emendamenti territoriali vengono tutti bocciati.
“Quest’anno abbiamo deciso di suddividere la Lombardia in 81 ambiti territoriali, abbiamo consultato gli amministratori locali e raccolto le loro istanze, le abbiamo trasformate in proposte, quindi su interventi concreti e finanziabili, tant’è che le cifre sono modeste – spiegano Barzaghi e Brambilla –. Per quel che ci riguarda, gli emendamenti presentati si riferivano ai distretti dell’Area Brianza Ovest, Centrale, Est e Comune di Monza. Ed essendo temi suggeriti dalle stesse comunità, si occupano dei più svariati temi: ambientali, di gestione del territorio, di welfare e di sport, appunto”.

“Per noi più autonomia significa più responsabilità – ha spiegato Petitti - chiediamo di più per poter poi restituire in termini di crescita del territorio”.
L'assessore spiega anche il percorso di costruzione della piattaforma portata a trattativa con il Governo: “Noi abbiamo scelto di non fare un referendum, che ci sarebbe costato venti milioni di euro, ma abbiamo comunque impostato un percorso dal basso, coinvolgendo le realtà che hanno stretto con noi nel 2015 il “Patto per il lavoro”. Si tratta di forze sociali ed economiche, realtà formative e gli enti locali. L'ultimo passaggio, pochi giorni fa, è stato il voto di una risoluzione dal parte dell'assemblea regionale, che ovviamente ha apportato alcune modifiche alla proposta avanzata dalla Giunta.”
“La nostra non è una battaglia teorica sul residuo fiscale ma è un modo concreto di combattere la spesa pubblica del nostro Paese, con il passaggio di alcune competenze agli enti locali saremo più competitivi.”
Secondo Enrico Brambilla “la via scelta dall'Emilia Romagna è quella corretta, la più breve e la più efficace, perchè il contenuto stesso della proposta avanzata al Governo è stato condiviso con le forze sociali ed economiche. Ai lombardi, invece, è stato prospettato un plebiscito, un'investitura a Maroni, che pure non ne aveva bisogno, per iniziare una trattativa senza un'indicazione precisa. Peraltro il percorso attuato dall'Emilia-Romagna andrà attuato anche in Lombardia, a meno che non si voglia usare l'esito del referendum, come temo, non per ottenere quanto previsto dalla Costituzione ma per sollevare un conflitto con il Governo al solo fine elettorale. Che poi è il modo di operare della Lega.”
Milano, 20 ottobre 2017

Oltre al campo di rugby di Monza, allo scopo di promuovere lo sport femminile, le richieste riguardavano, dunque, interventi per la messa in sicurezza delle sponde del fiume Seveso nel tratto brianzolo, attraverso il Contratto di fiume, per un valore di 500mila euro; il potenziamento del servizio di trasporto sociale per minori, anziani e disabili e l’avvio della gestione coordinata tra i diversi Comuni del distretto di Carate e di Seregno, per 300mila euro; nell’ambito del Progetto Radici per la promozione socio-ambientale, la sistemazione dei sentieri, la valorizzazione delle aree naturalistiche, la predisposizione delle aule didattiche nell’ambito del Parco agricolo Nord Est, nel vimercatese, per 250mila euro.
“Ma abbiamo trovato un muro di gomma, addirittura peggio degli anni scorsi. Davvero un bilancio di fine mandato, dove però la Giunta, una volta di più, ha dimostrato di non pensare veramente ai territori, se non quelli a sé affini”, concludono i consiglieri Pd.
 
Milano, 20 dicembre 2017