Stampa

Dall’assemblea nazionale PD
Ieri si è tenuta l’assemblea nazionale del PD. Probabilmente ne avrete già letto altrove i resoconti, pertanto non mi dilungo oltre su quanto già riportato dalla stampa nazionale: la relazione di Zingaretti, l’avvio della costituente delle idee (con appuntamento novembrino a Bologna per tirarne le fila), la riforma dello statuto affidata alla guida di Maurizio Martina, la critica al correntismo, la diffidenza della minoranza interna (ex maggioranza) esplicitata da Anna Ascani e dal voto contrario persino sulla nomina del collegio sindacale.
Da affezionato frequentatore di questa assise (credo di non averne persa una dalla fondazione del partito nel 2007) ho apprezzato la volontà, emersa nei tanti interventi che si sono succeduti, di voltar pagina, lasciarsi alle spalle le polemiche del passato e tornare ad interpretare i bisogni della società ed in particolare della parte meno abbiente.
Ne vale la pena ? Direi proprio di si, per almeno tre ragioni.
La prima e più importante è che ci troviamo in uno di quegli snodi della Storia (con la S maiuscola) in cui si potrebbe decidere il destino delle generazioni future. Che la crisi iniziata nel 2008 non sarebbe stata una delle tante cicliche del sistema capitalistico ma una vera crisi di sistema è ormai convinzione diffusa. Come scrive Mauro Magatti nella prefazione al bel libro dell’economista e gesuita francese  Gael Giroud ‘Transizione ecologica’: “… dalle grandi crisi si esce, prima o poi, con un nuovo paradigma capace di rispondere alla lezione che la crisi porta con sé. Senza questo lavoro di scavo e di riflessione, premessa di ogni reale innovazione, i problemi sono destinati a trascinarsi per anni. Con danni che possono essere anche molto gravi.”
La seconda, ancor più semplice da spiegare, è che dobbiamo far argine ad un governo che sta inquinando ogni pozzo dal quale si alimenta la tenuta sociale e la solidarietà umana.
Infine perché, senza presunzione ma con realismo, l’unico soggetto politico che possa in Italia affrontare positivamente le due questioni precedenti, è il Partito Democratico. Non è scontato che ci riesca, ovviamente, e soprattutto che possa farlo da solo. Ma, come ci ricordava Ilvo Diamanti qualche giorno fa su Repubblica, dietro a Salvini c’è vita solo nel PD. Sarebbe imperdonabile non sostenerlo.

Dall’Europa.
Tra quelli che han preso la parola  in assemblea il più efficace è stato a mio avviso David Sassoli. Che ha confermato le qualità che lo hanno portato a raggiungere la presidenza del parlamento europeo.  Si è discusso molto, nelle scorse settimane, sul nostro risultato delle recenti elezioni europee. Il 22,7% ha fatto tirare un sospiro di sollievo a chi temeva il peggio e storcere il naso ai nostalgici del quarantapercento. Tuttavia un fatto è indiscutibile: il PD pur con meno eletti è ancor più pesante nel nuovo parlamento (nel quale peraltro le forze sovraniste non hanno registrato il successo sperato). Giustamente ieri Zingaretti lo ha rivendicato: se l’Italia ha un ruolo oggi in Europa, lo deve al PD.
Restando sempre in campo internazionale, qualche riflessione lo merita anche il recente voto greco. La sinistra ha perso ma è viva. Anzi, i voti sommati di Syriza, Varoufakis, socialisti e comunisti supererebbero il 50%. La destra vince grazie ai danni dell’austerity imposta dalla BCE ma anche per una pessima legge elettorale ed alla capacità di recuperare anche i voti estremi, facendo quasi sparire Alba Dorada. Uno schema di gioco ormai conosciuto: l’egoismo coesivo della destra prevale sul narcisismo divisivo della sinistra.

Il Garante
Il momento di massima coesione nell’assemblea PD di ieri si è registrato sulla mia nomina nel Comitato dei Garanti nazionale. Unico voto all’unanimità. Forse perché manco sapevano chi fossi. Gentiloni, nel proporre la candidatura, ha letto il cognome Brambilla, poi qualcuno gli ha suggerito il nome: Enrico. Inizia una nuova responsabilità, che mi consente di partecipare anche alla Direzione Nazionale, ma che da subito si preannuncia impegnativa: ci sono da dirimere diverse questioni, a partire dalle liti nel partito siciliano.
Con questo caldo, poi…

E’ Festa
A Vimercate (Oreno) prosegue la festa PD da giovedi 18 a domenica 21
A Triuggio a partire da sabato 20.