L'ultimo comunicato stampa

TRASPORTO PUBBLICO: SU RICHIESTA DEL PD LA REGIONE DARA’ 4,6 MILIONI PER SCONGIURARE IL TAGLIO DELLE CORSE

La giunta regionale si è impegnata a scongiurare il taglio dei servizi di trasporto pubblico locale nei territori di Milano, della Brianza e di Pavia. Il Consiglio regionale ha infatti accolto un ordine del giorno all’assestamento al bilancio 2017-19 presentato dal Partito Democratico con il quale si chiede lo stanziamento complessivo di 4,6 milioni di euro che garantiranno all’agenzia metropolitana dei trasporti di chiudere i bilanci senza dover effettuare dolorosi tagli delle tratte e delle corse. Nella stessa seduta è stato approvato un emendamento sempre del Pd che introduce i costi standard per le agenzie dei trasporti, a garanzia della maggiore trasparenza ed efficienza in questo settore. Leggi tutto...

“Giorgio Gori ha ragione, la propaganda di Maroni sul referendum è truffaldina. Se Maroni davvero indirà la consultazione, questa sarà solo una foglia di fico per i tanti anni passati prima al Governo e poi in Regione senza fare alcunché di concreto per portare in Lombardia maggiore autonomia. Le sparate sui miliardi che pioverebbero sulla Regione dopo la vittoria del Sì sono uno specchietto per le allodole, perché nessuno che sappia far di conto può pensare che sia vero. Alla Lombardia, di contro, occorre più autonomia legislativa su temi mirati su cui c'è una specificità del nostro territorio, non autonomia a prescindere. Gori dice bene quando indica la tutela dell'ambiente e la ricerca scientifica e tecnologica. Se vogliamo parlarne seriamente possiamo cominciare da lì. Intanto Maroni eserciti fino in fondo quegli ampi spazi di autonomia che già oggi la legge gli consente e che la Lombardia non sfrutta, ad esempio nel riordino delle autonomie locali.”

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“Una legge che non semplifica, che fa cose che non c’entrano nulla con la semplificazione come trasferire altre risorse al centro di Nerviano senza però dare soluzioni a un problema che si trascina da tempo e garantire a Maroni di poter aprire la campagna elettorale per le regionali con il costoso e truffaldino referendum consultivo sull’autonomia. Il nostro voto non poteva che essere negativo”.

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"Se siamo stati chiamati a discutere questa modifica è per sancire il fallimento della legge sul consumo di suolo tanto declamata da Maroni e dai suoi. Lo sapevamo che sarebbe finita così e lo avevamo denunciato per tempo, perché quella legge era basata su di un modello di sviluppo ormai superato, incentrato sullo sfruttamento intensivo del suolo. Siamo tutt'ora convinti che in Lombardia si potesse ambire a una legge più ambiziosa ma Maroni e il centrodestra non sono in grado di farla." Così il capogruppo del Pd in Regione Enrico Brambilla ha spiegato oggi in Consiglio regionale le ragioni dell'astensione critica del Pd alla modifica della legge sul consumo di suolo, votata poi a maggioranza.

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“Il sindaco Scanagatti ha saputo restituire l’orgoglio alla città di Monza con un’amministrazione basata sull’ascolto, sulla concretezza e sulla capacità di puntare a obiettivi ambiziosi. Ha dato vita a un Modello Monza che è un esempio per tante altre città fuori e dentro la Lombardia. Ha anche saputo tenere insieme anime diverse di una comune sensibilità aperta, democratica e solidale, e questa è la prospettiva migliore per affrontare le sfide che ci attendono. I monzesi hanno la possibilità, con Roberto Scanagatti, di guardare avanti con fiducia.”

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“Ricordiamo tutti quanto i cinquestelle fossero contrari al ballottaggio previsto dall'Italicum ma evidentemente sono stati fulminati sulla via di Damasco. A noi interessa indubbiamente che si introduca la doppia preferenza di genere, come prevede la legge nazionale, ma siamo favorevoli ad aprire un dialogo anche sugli altri aspetti, purché ci siano le condizioni per migliorare la legge attuale. A noi va bene quindi discutere di ballottaggio come di introdurre una soglia per accedere al premio di maggioranza. Già dalle prossime settimane affronteremo il tema in commissione”.

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Dopo l’elezione del nuovo Difensore regionale, avvenuta oggi in Consiglio con due soli voti oltre la maggioranza semplice, intervengono Enrico Brambilla e Roberto Bruni, capigruppo di Pd e Patto Civico: “La maggioranza – dichiarano i due esponenti del centrosinistra - nonostante le evidenti spaccature emerse nella scorsa seduta, ha proseguito sulla sua strada solitaria e irresponsabile, senza fare alcun tentativo di condivisione. E il risultato parla da solo.

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“La prospettiva del Pd, in vista delle Regionali del 2018, deve essere quella di riunire il centrosinistra. È questa la chiave per sfidare Maroni e il centrodestra e senza l'unione di tutto il centrosinistra la partita sarà oltremisura difficile, chiunque sia il candidato che lo guiderà. Il Pd ha l'ambizione di governare la Lombardia e può esprimere diversi nomi di valore per il ruolo di presidente, ma chi saprà unire tutte le forze del campo progressista avrà le maggiori possibilità di vincere la contesa elettorale. In questi mesi che ci separano dal voto occorre costruire le condizioni per stringere alleanze stabili e forti e scegliere il candidato più convincente.”

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