L'ultimo comunicato stampa

Commercio - BRAMBILLA (PD): “DALLA GIUNTA MARONI POLITICHE PROGRAMMATORIE INESISTENTI. SI POTEVA FARE DI PIU' PER VALORIZZARE I PICCOLI NEGOZI"

Una moratoria praticamente inefficace della durata di soli sei mesi e delle linee guida del commercio che non hanno mai tenuto conto realmente del principio programmatorio su aree vaste. E' di questo che si parla quando si parla di commercio e di centri commerciali in Lombardia, secondo il capogruppo Pd Enrico Brambilla che raccoglie il grido di dolore lanciato oggi ai gruppi politici e alle istituzioni regionali da Confesercenti Lombardia che lamenta la perdita di 12mila negozi. Leggi tutto...

"Se siamo stati chiamati a discutere questa modifica è per sancire il fallimento della legge sul consumo di suolo tanto declamata da Maroni e dai suoi. Lo sapevamo che sarebbe finita così e lo avevamo denunciato per tempo, perché quella legge era basata su di un modello di sviluppo ormai superato, incentrato sullo sfruttamento intensivo del suolo. Siamo tutt'ora convinti che in Lombardia si potesse ambire a una legge più ambiziosa ma Maroni e il centrodestra non sono in grado di farla." Così il capogruppo del Pd in Regione Enrico Brambilla ha spiegato oggi in Consiglio regionale le ragioni dell'astensione critica del Pd alla modifica della legge sul consumo di suolo, votata poi a maggioranza.

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“Il sindaco Scanagatti ha saputo restituire l’orgoglio alla città di Monza con un’amministrazione basata sull’ascolto, sulla concretezza e sulla capacità di puntare a obiettivi ambiziosi. Ha dato vita a un Modello Monza che è un esempio per tante altre città fuori e dentro la Lombardia. Ha anche saputo tenere insieme anime diverse di una comune sensibilità aperta, democratica e solidale, e questa è la prospettiva migliore per affrontare le sfide che ci attendono. I monzesi hanno la possibilità, con Roberto Scanagatti, di guardare avanti con fiducia.”

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“Ricordiamo tutti quanto i cinquestelle fossero contrari al ballottaggio previsto dall'Italicum ma evidentemente sono stati fulminati sulla via di Damasco. A noi interessa indubbiamente che si introduca la doppia preferenza di genere, come prevede la legge nazionale, ma siamo favorevoli ad aprire un dialogo anche sugli altri aspetti, purché ci siano le condizioni per migliorare la legge attuale. A noi va bene quindi discutere di ballottaggio come di introdurre una soglia per accedere al premio di maggioranza. Già dalle prossime settimane affronteremo il tema in commissione”.

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Dopo l’elezione del nuovo Difensore regionale, avvenuta oggi in Consiglio con due soli voti oltre la maggioranza semplice, intervengono Enrico Brambilla e Roberto Bruni, capigruppo di Pd e Patto Civico: “La maggioranza – dichiarano i due esponenti del centrosinistra - nonostante le evidenti spaccature emerse nella scorsa seduta, ha proseguito sulla sua strada solitaria e irresponsabile, senza fare alcun tentativo di condivisione. E il risultato parla da solo.

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“La prospettiva del Pd, in vista delle Regionali del 2018, deve essere quella di riunire il centrosinistra. È questa la chiave per sfidare Maroni e il centrodestra e senza l'unione di tutto il centrosinistra la partita sarà oltremisura difficile, chiunque sia il candidato che lo guiderà. Il Pd ha l'ambizione di governare la Lombardia e può esprimere diversi nomi di valore per il ruolo di presidente, ma chi saprà unire tutte le forze del campo progressista avrà le maggiori possibilità di vincere la contesa elettorale. In questi mesi che ci separano dal voto occorre costruire le condizioni per stringere alleanze stabili e forti e scegliere il candidato più convincente.”

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“Questa maggioranza è allo sbando e non è più in grado di governare la Lombardia. Se è questo il modello a cui anche il Salvini dell’ultima ora dice di voler guardare è chiaro che il centrodestra è alla frutta. Qui non è in questione tanto l’elezione del difensore civico o dei revisori di ben otto tra aziende ed enti, tra cui Asam, Finlombarda, Fondazione regionale per la ricerca biomedica e Pio Albergo Trivulzio, che saranno rinviati ancora una volta, si tratta della capacità di governare la Lombardia. Quanto al difensore civico, la legge e il buon senso chiedono che sul suo nome si trovi preferibilmente un accordo ampio in seno al Consiglio, ci auguriamo che la maggioranza se ne renda conto.”

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Il gruppo regionale del Pd chiederà l’audizione in commissione trasporti del Consiglio regionale degli assessori Sorte e Garavaglia in merito alla situazione di totale stallo in cui, secondo le parole dell’attuale presidente Antonio Di Pietro, si trova la Pedemontana lombarda. Lo ha dichiarato il capogruppo democratico Enrico Brambilla oggi in Aula, non avendo ricevuto risposte soddisfacenti ad un’interrogazione a risposta immediata che faceva riferimento alle parole dello stesso Di Pietro che, parlando lo scorso 7 aprile ai sindaci dei comuni interessati dal tracciato, ha dichiarato del tutto insufficiente la garanzia di 450 milioni messa in campo dalla Regione, che sarebbe necessaria una garanzia pari a 1,2 miliardi e che, qualora Pedemontana non venisse ultimata, per ripagare il prestito ponte di 250 milioni e per indennizzare la società che ha vinto l’appalto occorrerebbe circa un miliardo.

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