Credo che questa sia una tipica mozione-manifesto che affronta un tema importante, quale quello della lotta al riciclaggio, però in una modalità parziale, che alla fine riteniamo inefficace, tra l’altro puntando il dito su un singolo settore, quello dei money transfer cosiddetto, di cui si evidenziano gli aspetti problematici che evidentemente non mancano, ma senza evidenziare che questa è comunque una delle forme legali di trasferimento del denaro, quindi l’accanirsi contro questo tipo di agenzie, che pure, ripeto, manifestano alcuni elementi di problematicità, potrebbe d’altra parte portare al ricorso esclusivamente alle numerose forme che tuttora sono attive, di trasferimento del denaro attraverso canali differenti non monitorati e spesso fonte di fenomeno di riciclaggio.
Crediamo quindi che sia sicuramente necessaria una migliore regolamentazione di questo settore, che peraltro andrebbe vista anche a tutela dei risparmiatori stessi, che in alcuni casi sono soggetti a fenomeni di truffa, di malversazione da parte di alcune agenzie improvvisate, ma che dall’altra parte vadano anche ampliate le attività di controllo, in funzione antiriciclaggio e non esclusivamente nei confronti di questo settore.
Peraltro, ricordo anche che in particolar modo verso questo tipo di agenzie già si è intervenuto sia con la legge sulla sicurezza, il cosiddetto decreto Maroni, che impone ad esempio la segnalazione alla polizia per coloro i quali si rivolgessero ad una di queste agenzie essendo privi di permesso di soggiorno, sia, dall’altra parte, con la pubblicazione, recentemente, in Gazzetta Ufficiale, proprio il 1° ottobre scorso, il provvedimento di Banca d’Italia che reca gli indicatori di anomalia per gli intermediari e che quindi dà alcuni indirizzi rispetto ai quali gli intermediari stessi si debbono adeguare. Per noi quindi il problema della lotta al riciclaggio esiste e va visto, come dicevo, in un contesto molto più generale. Ricordiamo peraltro che siamo stati proprio noi, è stato il nostro Governo dal 2006 al 2008 ad introdurre il tema della tracciabilità dei pagamenti, che è stato poi immediatamente abrogato dal Governo Berlusconi, salvo ripristinarlo frettolosamente pochi mesi fa, peraltro in condizioni ancora incomplete rispetto all’ipotesi da noi sviluppata.
In sintesi, quindi, noi siamo disponibili ovviamente ad affrontare questo problema, a discuterne compiutamente all’interno della Commissione consiliare competente per capire come la Regione Lombardia possa concorrere meglio a disciplinare complessivamente la normativa. Riteniamo però che accanirsi esclusivamente nei confronti di un pezzo e di una singola attività sia in questo momento sbagliato.
Crediamo quindi che sia sicuramente necessaria una migliore regolamentazione di questo settore, che peraltro andrebbe vista anche a tutela dei risparmiatori stessi, che in alcuni casi sono soggetti a fenomeni di truffa, di malversazione da parte di alcune agenzie improvvisate, ma che dall’altra parte vadano anche ampliate le attività di controllo, in funzione antiriciclaggio e non esclusivamente nei confronti di questo settore.
Peraltro, ricordo anche che in particolar modo verso questo tipo di agenzie già si è intervenuto sia con la legge sulla sicurezza, il cosiddetto decreto Maroni, che impone ad esempio la segnalazione alla polizia per coloro i quali si rivolgessero ad una di queste agenzie essendo privi di permesso di soggiorno, sia, dall’altra parte, con la pubblicazione, recentemente, in Gazzetta Ufficiale, proprio il 1° ottobre scorso, il provvedimento di Banca d’Italia che reca gli indicatori di anomalia per gli intermediari e che quindi dà alcuni indirizzi rispetto ai quali gli intermediari stessi si debbono adeguare. Per noi quindi il problema della lotta al riciclaggio esiste e va visto, come dicevo, in un contesto molto più generale. Ricordiamo peraltro che siamo stati proprio noi, è stato il nostro Governo dal 2006 al 2008 ad introdurre il tema della tracciabilità dei pagamenti, che è stato poi immediatamente abrogato dal Governo Berlusconi, salvo ripristinarlo frettolosamente pochi mesi fa, peraltro in condizioni ancora incomplete rispetto all’ipotesi da noi sviluppata.
In sintesi, quindi, noi siamo disponibili ovviamente ad affrontare questo problema, a discuterne compiutamente all’interno della Commissione consiliare competente per capire come la Regione Lombardia possa concorrere meglio a disciplinare complessivamente la normativa. Riteniamo però che accanirsi esclusivamente nei confronti di un pezzo e di una singola attività sia in questo momento sbagliato.
