LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 254 del 21 agosto 2019

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Venerdì, 07 Agosto 2020

Le consultazioni
La sveglia all’alba col mare ancora immobile e la spiaggia deserta, il treno da La Spezia per Roma, il tassista pentastellato (difficile trovarne uno che non lo sia a Roma) che quando gli chiedo di portarmi al Nazareno mi spiega di essere contrario all’accordo PD-M5S: così sono arrivato alla riunione della Direzione Nazionale del PD, fiducioso comunque che sarebbe stata una buona giornata.
Ieri del resto è caduto uno dei peggiori governi della nostra storia, cosa che fino all’ultimo temevo non potesse accadere e che già costituisce un successo.
Oggi si tratta di capire quali possano essere le prospettive future, e la premessa perchè esse siano positive è che il PD ritrovi una sua unità sotto la sola guida legittima, quella del segretario.
E questo almeno per il momento è avvenuto, con la votazione all’unanimità del documento che detta le condizioni per un’eventuale accordo di governo.
Una pregiudiziale che escludesse per principio qualsiasi intesa sarebbe stata sbagliata. Non solo perchè avrebbe finito col dare ragione a Salvini nella sua impulsiva corsa al voto, ma soprattutto perchè contraddicente un sistema parlamentare che richiede di verificare nelle Camere le maggioranze ed una legge elettorale di fatto proporzionale.
D’altra parte però non si può puntare ad un accordo con chiunque ci stia ed il cui principale motivo sia il timore che nuove imminenti elezioni possano avere un esito infausto. Il prossimo governo dovrà rimediare a grandi guasti del precedente, in campo economico ma soprattutto sociale: se non c’è forte condivisione su obiettivi e principi mi pare improbabile possa riuscire nella missione. Le molte voci che anche dalla nostra presunta sinistra ci ammoniscono ora a far fronte comune contro il pericolo sovranista mi paiono troppo indulgenti nei confronti di un movimento cinquestelle che non ha esitato a sostenere le peggiori scelte leghiste. Il documento approvato dalla Direzione PD è quindi da apprezzare per questo: non propone una riedizione con diversi interpreti del metodo del contratto tra opposti che ha fallito, ma richiede anzitutto condivisione di indirizzi: sull’Europa, la democrazia rappresentativa, la crescita sostenibile, le politiche economiche e sociali, la gestione delle migrazioni.
La tardiva presa di posizione dell’ex Presidente Conte non può bastare: nelle sue parole pur apprezzabili sul piano umano, non ho sentito accenti di svolta politica. E senza questa necessaria discontinuità non resta che attrezzarsi per il voto. Ma aspettiamo prima di trarre conclusioni frettolose, potendo contare anche su di un Presidente della Repubblica di grande saggezza.
Ne riparleremo dopo il primo giro.

Enrico Brambilla

www.enricobrambilla.it   

 

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